La Bce prepara l'aumento dei tassi


MILANO.L'era del denaro a costo zero è finita. Ancora un mese e la Bce invertirà la tendenza alzando i tassi di interesse che ieri il direttivo della Banca ha lasciato fermi al minimo storico dell'1%. Il presidente Jean-Claude Trichet ha decisamente cambiato musica: dal maggio del 2009 e per ben 19 mesi consecutivi, parlando dei tassi di interesse, li aveva sempre definiti «appropriati». Per la prima volta lo scorso 13 gennaio, dopo la riunione del Board della Bce, aveva aggiustato il tiro parlando di tassi «ancora appropriati», dove l'avverbio di tempo «ancora» poteva essere interpretato come un cambiamento di prospettive. Ieri, dopo la riunione del Board, Trichet è stato molto netto: «Nel mese di aprile è possibile un aumento dei tassi di interesse». Il numero uno della banca di Francoforte ha aggiunto che «la decisione non è stata ancora presa e dipenderà dai dati economici che man mano giungeranno», in particolare quelli sull'inflazione. L'eventuale aumento sarà dello 0,25% portando i tassi all'1,25%. A prima vista un piccolo ritocco, ma lo 0,25% sull'1% rappresenta un aumento del costo del denaro del 25% rispetto ai livelli correnti. La data fatidica per il cambio deciso di politica monetaria è lunedi 6 aprile quando è fissata la nuova riunione del Board. Ovviamente ad un accelerazione della scelta, che molti consideravano inevitabile e necessaria, hanno contribuito i timori crescenti legati all'aumento «dei prezzi dell'energia e dei beni alimentari». Nell'Eurozona, nel 2011 i prezzi al consumo dovrebbero salire mediamente al 2,3% rispetto alla precedente stima dell'1,8%. Nel 2012 si scenderebbe all'1,7%, un livello comunque superiore alla precedente previsione dell'1,5%. Ma la conferenza stampa dopo la riunione ha mantenuto aperti molti interrogativi sul reale stato di salute dell'economia europea: all'arrivo di una stretta sul costo del denaro ha, infatti, fatto da contraltare la decisione di mantenere liquidità illimitata a tasso fisso al sistema bancario. Sulla crescita economica la nota positiva è venuta dai tecnici della Bce che hanno rivisto al rialzo le stime dell'Eurozona: quest'anno il Pil potrebbe crescere mediamente dell'1,7%, rispetto alla precedente previsione dell'1,4%, e nel 2012 dell'1,8% rispetto alla precedente stima dell'1,7%. L'aumento del costo del denaro, seppur giustificato dalle spinte inflazionistiche, avverrebbe in assenza, lo ha detto lo stesso Trichet, del vero rischio chiamato «second-round effect», cioè quando gli aumenti dei costi da materie prime si trasmettono ai salari e agli stipendi sganciandoli dagli incrementi di produttività.

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Andrea Di Stefano