Talk show a targhe alterne Santoro: questo è il Minculpop Arrivano minacce e proiettili
ROMA.Par condicio a settimane alterne. E' l'ultima trovata del Pdl per zittire, almeno una settimana su due, Michele Santoro e Giovanni Floris. «Occuppare sempre le serate di martedi e giovedi è diventata una rendita a vantaggio di alcuni conduttori», recita l'atto di indirizzo approvato dalla Vigilanza e firmato da Alessio Butti.
Pertanto è necessario alternare i conduttori di talk show con altri conduttori di altro orientamento culturale mandandoli in onda in prima serata al posto di Ballarò e Annozero. «Siamo al Minculpop ma con gerarchi che assomigliano alla caricatura dei fascisti», è il duro commento di Santoro. Il conduttore di Annozero ieri ha ricevuto una lettera di minacce con alcuni proiettili, arrivata anche a Travaglio, Gomez e Barbacetto.
E' però la mossa di Butti a sconcertare il giornalista di maggior successo della tv italiana. «Viviamo in un paese in cui una commissione parlamentare di vigilanza nomina il consiglio di amministrazione della Rai e, nonostante questo, la maggioranza di governo, dopo aver deciso i vertici Rai e dopo aver schiacciato il servizio pubblico subordinandolo agli interessi personali del presidente del Consiglio pretende di organizzare direttamente il palinsesto», dice.
Duro il commento dell'opposizione. «E' un atto illegale, siamo alle purghe», tuona Di Pietro. Per il Pd Fabrizio Morri la maggioranza è ossessionata da Annozero e per questo vuole sperimentare una strada nuova per chiuderlo». «Talk show a targhe alterne? Allora anche per i tg», propone Flavia Perina di Fli sottolineando che la regola Butti non vale né per Vespa né per Minzolini.
E, a proposito di Minzolini, il direttorissimo del tg1 ne ha combinata un'altra censurando il cardinale Bagnasco che aveva difeso la scuola pubblica dopo gli attacchi di Berlusconi.
A viale Mazzini regna il caos. La condanna della Corte dei conti del cda che ha nominato Alfredo Meocci dg Rai a pagare 1 milione e 800mila euro a testa ha fatto infuriare Petroni e Bianchi Clerici, consiglieri di maggioranza. Fallito il tentativo di far inserire nel milleproroghe uno scudo per i consiglieri Rai per il no di Tremonti i due consiglieri hanno deciso di dare filo da torcere alla maggioranza. Domani non andranno al cda e le voci sull'addio di Mauro Masi sono sempre più forti. Il rebus sarà sciolto entro il 20 marzo, giorno in cui Tremonti renderà note le scelte del Tesoro per i consigli di Eni, Enel ed altri enti.
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Maria Berlinguer