Rivera, una vita di sport e legalità

IVREA.Sport e legalità è il tema di una lezione singolare e interessante che Gianni Rivera, ex calciatore degli anni '60/70 (19 stagioni con la maglia del Milan e 7 da dirigente) e attuale presidente del settore giovanile scolastico della Figc ha tenuto ad alcune centinaia di studenti di quarta e quinta del liceo Gramsci e istituto Cena nell'ambito della VII edizione de 'Il testimone ai testimoni: percorso educativo-sportivo per la legalità". L'iniziativa del Tennis Club Ivrea in collaborazione con l'associazione Libera di don Ciotti e riservata a circa 350 studenti delle scuole medie secondarie.
Gianni Rivera, uno dei campioni della memorabile partita Italia-Germania del 4-3 dei Mondiali del 1970 in Messico, ha raccontato alla platea come è stato il suo approccio al gioco del calcio: «Lo sport come palestra di vita, come luogo delle regole e il rispetto dell'avversario, il rifiuto del doping e il 'no" convinto ad una cultura che vede lo sport come mezzo per raggiungere i grandi guadagni».
Ma l'ex calciatore parte di quel ‘triumvirato' voluto dal presidente Giancarlo Abete con l'intento di risollevare le sorti del nostro calcio, insieme ad Arrigo Sacchi e Roberto Baggio, ha parlato anche di sè, dei primi calci al pallone all'oratorio di Alessandria, sua città natale. «Una famiglia normale, la mia, mio padre ferroviere e mia madre casalinga - ha esordito -. Le partitelle con gli amici all'oratorio, poi il passaggio alle giovanili dell'Alessandria e il debutto in serie A 16 anni. Ho avuto la fortuna di nascere con una dote: saper giocare a pallone. In seguito, ha aggiunto, ho trasformato la mia passione in una professione. E sono stato capace di non buttare via questa opportunità anche grazie all'aiuto della mia famiglia».
Dall'Alessandria il passaggio al Milan, di cui Rivera ne è stato la bandiera per 19 anni e con la maglia rossonera ha vinto tutto, tra scudetti e coppe. Il ‘golden boy', come veniva chiamato, Rivera ha vinto anche il Pallone d'Oro. Nel 1979, ha lasciato il calcio giocato per ricoprire la carica da dirigente. (ma.be.)