Due giovani pianisti per Beethoven

Intera serata dedicata a uno dei più grandi compositori di musica classica di ogni tempo: Ludwig van Beethoven. Sarà l'eroe del concerto della stagione dell'Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte giovedi 24 a Mozart (inizio ore 21,00).
L'Orchestra Giovanile è diretta da Bartholomeus - Henri van de Velde, per la prima volta a Ivrea, belga, violinista, allievo di famosi direttori come Seiji Ozawa, Charles Bruck e Lorin Maazel. Con il direttore anche due giovani pianisti: Caroline Doerge, già ben nota e apprezzata a Ivrea in precedenti e superbe interpretazioni e Vincenzo Maltempo, 25 anni, diplomato al Conservatorio S.Cecilia di Roma cinque anni fa, ma già attivo e richiestissimo e vincitore di premi.
Il programma della serata inizia con Coriolano, ouverture in do minore op.62 che Beethoven scrisse per la tragedia omonima di Heinrich Collin. Piatti forti della serata sono, però, il Concerto n.3 in do minore op.37 per pianoforte e orchestra e il Concerto n.4 in sol maggiore op.58 per il medesimo organico, con i quali i due giovani solisti si misurano e idealmente si pongono a confronto. Il 3º Concerto, nei tempi Allegro con brio/Largo/Rondò (Allegro), è una mirabile pagina che contiene in sè le prime tracce (siamo nel 1800) della genialità e dell'invenzione beethoveniana. Poco meno di mezz'ora di musica vigorosa, gioiosa, cantabile che fa assumere al pianoforte solista un ruolo quasi romantico. Il 4º Concerto (Allegro moderato/Andante con moto/Rondò-Vivace) inizia con una innovazione formale: il pianoforte dà il via alla composizione con un assolo e un tema di ispirazione romantica. Tutta la restante composizione è un fitto dialogo, anche dialettico, fra lo strumento solista e l'orchestra. Il Rondò finale, tra l'altro, è caratterizzato da tipici temi beethoveniani, elastici e mossi, che il pianoforte, usato con un virtuosismo non fine a sè stesso, ma per necessità espressive, corona uno dei meravigliosi concerti per pianoforte di Beethoven.

Sergio Giolito