«Chiarezza sui reati contestati»

IVREA.«Credo sia necessario che il pubblico ministero faccia chiarezza sul capo di imputazione. Come si fa ad andare ad un'udienza preliminare senza questa chiarezza e, oltre tutto, su una storia cosi delicata? Gli imputati devono sapere su cosa devono difendersi». Parla Celere Spaziante, dei fratelli Corrado, il giorno dopo la notifica della fissazione dell'udienza preliminare del 4 aprile. In quel documento, sei persone devono rispondere dell'omicidio di Matilde Ruggiero, la pensionata invalida soffocata durante una rapina il primo giugno nel quartiere San Giovanni, mentre urlava di lasciare in pace il marito Antonio Poddesu, ottant'anni e non vedente. Omicidio e non solo: rapina aggravata e sequestro di persona. Sono Alfonso Pollidoro, 55 anni, Giorgio Sieno, 47 anni, Concetto Mazzarella, 46 anni, e i tre fratelli Corrado: Adriano, Roberto e Carmelo. Peccato, però, che ci siano atti di un mese prima che raccontino un'altra storia.
Quale? A metà gennaio, a Spaziante (e agli altri difensori) viene notificato l'avviso di conclusione delle indagini. Il documento, firmato dal procuratore capo Elena Daloiso, fa riferimento a cinque persone. Sieno, Mazzarella e Pollidoro devono rispondere di omicidio e rapina, due fratelli Corrado (Adriano e Roberto), della sola rapina. Sono tutti detenuti e il documento che chiude le indagini, di fatto, recepisce già alcuni passaggi importanti nel corso delle indagini, registrati dal Gip e dal Tribunale del Riesame. In estrema sintesi: Pollidoro, Sieno e Mazzarella sarebbero i tre uomini che, il primo giugno, erano in casa Poddesu per il colpo che doveva essere facile e invece è finito in tragedia, mentre Adriano e Roberto Corrado sarebbero stati i basisti. Un discorso a parte vale per Carmelo Corrado. Era arrivato un avviso di conclusione delle indagini per una rapina compiuta ai danni del Poddesi nel 2003. Non è mai stato arrestato nè messo in relazione con l'omicidio. Ora Carmelo, almeno secondo il documento firmato dal Gup Stefania Cugge, si trova a dover rispondere anche del delitto del 2010. Lui non riesce a capire: «Com'è possibile tutto questo?». (ri.co.)