Ronco, a lezione di ‘ahcapin'
RONCO. Chissà cosa direbbe Rosina della lezione di ‘ahcapin' che avrà luogo domani, sabato 19 febbraio, nel laboratorio del nuovo Centro Visitatori del Parco. Proprio lei che era rimasta l'unica in valle a confezionare le tradizionali calzature in panno e che si era spenta una decina di anni fa senza avere la soddisfazione di vedere qualcuno continuare questa attività.
Sarebbe certamente felice dell'iniziativa voluta dal Comune. Tanto più che l'insegnante, Ida Cossetto, è per cosi dire una sua ‘allieva', in quanto per molti anni l'aveva osservata tagliare, cucire, trapuntare e ricamare suole e tomaie di stoffa. Rosina Rastello, infatti, aveva trascorso gli ultimi anni della sua vita confezionando ‘ahcapin' per i convalligiani, i quali arrivavano a casa sua, a Tressi, da ogni parte della Valle Soana perché ne volevano almeno un paio da indossare con il costume o da utilizzare come comode pantofole.
Quando Rosina era mancata, pareva che tutto fosse finito. Da allora, trovare un paio di ‘ahcapin' in vendita è stata un'impresa praticamente impossibile e gli ultimi da lei realizzati sono conservati quasi come una reliquia in una bacheca di vetro nella sede della Soms Valle di Forzo. Invece, il tenace attaccamento alle tradizioni dei valsoanini, ha fatto si che oggi, a distanza di anni, questo tipo di lavorazione artigianale desse segni di ripresa.
Il corso di ‘ahcapin' che ha preso il via già sabato scorso, fa ben sperare. Sono ben 17, in effetti, le volonterose donne che si sono iscritte e che ogni sabato, dalle 15 alle 17, si cimentano con forbici, ago, tela e filo di canapa per imparare a confezionare le robuste calzature che una volta erano usate ogni giorno in casa e in campagna.
«L'amministrazione comunale intende promuovere l'artigianato tradizionale con iniziative concrete - spiega Gabriella Stefano, vicesindaco -. Ci auguriamo che dopo questo corso, vi sia chi riprenda la produzione di ‘ahcapin', della cui commercializzazione è disposto ad occuparsi il Comune».