L'agricoltura perde terreno

CALUSO. 'Sostegni per lo sviluppo e non sussidi per le imprese agricole". E' la richiesta avanzata dall'assemblea annuale di Confagricoltura Torino riunitasi nella mattinata dello scorso venerdi all'hotel Erbaluce di Caluso, contenuta in un documento di 61 pagine dal titolo ‘Futuro fertile'. L'occasione è servita anche per fare il punto annuale della situazione del comparto agricolo, con una prospettiva locale, nazionale ed europea.
Col presidente provinciale Vittorio Viora, che ha tenuto la relazione annuale, erano presenti il presidente regionale Ezio Veggia, il direttore di Confagricoltura Torino Ercole Zuccaro, il presidente onorario Cesare Serafino, l'europarlamentare Tino Rossi, l'onorevole Teresio Delfino, l'assessore regionale al lavoro Claudia Porchietto, i consiglieri regionali Roberto Tentoni e Gianna Pentenero, l'assessore provinciale all'agricoltura Marco Balagna. All'assessore all'agricoltura di Caluso Giuseppe Ferrero il ruolo di padrone di casa.
Utilizzo del territorio, redditi agricoli, sburocratizzazione delle pratiche, competitività delle aziende e confronto con l'Europa, i temi trattati dall'assemblea e dibattuti coi politici. Il presidente Viora ha fornito alcuni riferimenti statistici: i redditi agricoli italiani sono scesi del 3,3% nel 2010, mentre la media europea è del +12,3% (Francia +31%, Olanda +32% e Danimarca +55%).
«Le imprese agricole italiane - ha sottolineato Viora - faticano a reggere il confronto internazionale non solo per la grande difficoltà a ricambiarsi generazionalmente, ma anche per la pesante oppressione burocratica sulla distribuzione degli incentivi, che allunga i tempi e impedisce agli agricoltori di condurre l'azienda. Dal 2000 al 2010 in Piemonte si sono chiuse 15mila aziende agricole, cioè circa il 20% delle imprese del settore primario. L'agricoltura regionale ha ceduto, dal 1990 al 2008, 24mila ettari di suolo fertile (3,5 ettari al giorno) ad altri insediamenti o infrastrutture. Il Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013, ben oltre il giro di boa, non è riuscito a esplicare i suoi effetti a causa del macchinoso sistema impostato al controllo fine a se stesso, oneroso per imprese agricole e organizzazioni di rappresentanza, che chiedono chiarezza normativa, certezza su investimenti e tempi di pagamento».
Per rendere il settore primario maggiormente competitivo Confagricoltura a livello nazionale ha preparato un documento di 61 proposte concrete, a cui ha dato il nome di ‘Futuro fertile'. Il documento affronta la questione a 360º senza oneri aggiuntivi per lo Stato: riordino fondiario, lavoro e previdenza, organizzazione economica, ambiente, assicurazioni, giovani agricoltori, semplificazione normativa. «Si ragioni su queste reali esigenze - ha aggiunto Viora - e cerchiamo di lanciare concretamente la nostra economia agricola».
La prossima PAC (Politica Agricola Comune) entrerà in vigore nel 2014 e in questi mesi si stanno definendo le proposte legislative della nuova regolamentazione europea. Pare che diminuiscano gli stanziamenti all'agricoltura, e Confagricoltura lotterà affinché questo non accada, ricordando che se è vero che il 40% del bilancio europeo si occupa di agricoltura, è anche vero che in termini di Pil corrisponde appena all'1,4%. La nuova Pac si occuperà di sicurezza alimentare, di contenimento della volatilità dei prezzi, di contrasto alla crisi; ma anche di riduzione dell'inquinamento, di miglioramento dell'acqua e dell'aria, di salvaguardia della biodiversità, della rivitalizzazione delle zone rurali e della diversificazione dell'agricoltura.
«Sono argomenti importanti che possono sembrare lontani per la nuova dimensione europea - ha chiosato il presidente provinciale -, ma su questi temi siamo chiamati a confrontarci». (l.m.)