Egitto, fra sei mesi le elezioni

IL CAIRO.Scioglimento del Parlamento, commissione per cambiare la Costituzione, un referendum popolare sulla nuova Costituzione. E poi nuovo governo che resterà in carica sei mesi per portare il Paese a elezioni democratiche. Sono queste le misure adottate dal Consiglio supremo delle forze armate oltre allo scioglimento del Partito nazionale democratico di Hosni Mubarak.
L'Egitto guarda al futuro e perde pezzi preziosi del suo passato. «Una triste notizia». Cosi il neo ministro di stato egiziano per le antichità Zahi Hawass ha comunicato al mondo dal suo sito web la scomparsa di reperti di inestimabile valore dal Museo Egizio del Cairo, trafugati nei giorni della violenza scoppiata durante la rivolta che ha indotto Hosni Mubarak a lasciare il potere. Otto oggetti, di piccole dimensioni, tra cui una statuetta lignea ricoperta in oro del faraone Tutankhamon, portato in spalla da una divinità, e una statuetta della regina Nefertiti che presenta offerte.
Dopo l'assalto al museo, Hawass aveva detto che i reperti più preziosi si erano salvati, «grazie a Dio», e grazie all'ignoranza dei saccheggiatori «che hanno scambiato il negozio di souvenir per il museo stesso e hanno rubato tutta la finta gioielleria e sono scappati via». Ieri, invece, la rettifica dopo «l'inventario». Il professore di egittologia Abd El Ghany El Shihawy la vede però in maniera diversa. Chi ha approfittato dell'assalto al Museo Egizio del Cairo del 2 febbraio «è un ladro intellettuale», che sapeva molto bene cosa scegliere, e lo ha fatto con cura. Il professore mantiene l'ironia, ma è sconvolto, fino alle lacrime. «E' una perdita incalcolabile. Un dramma. Ci hanno rubato per anni il presente e ora ci tolgono anche il passato, la nostra storia, la nostra eredità culturale», dice tutto d'un fiato il professore, che insegna all'università '6 Ottobre". Dopo aver appreso la lista dei reperti trafugati dice ancora che «Pezzi meravigliosi misteriosamente scomparsi quando Hawass aveva detto ufficialmente che non era stato rubato nulla». Hawass, per circa 15 anni segretario generale del Consiglio superiore delle antichità prima di essere promosso ministro nell'ultimo governo dell'era di Hosni Mubarak, «è la piaga dell'Egitto, è la piaga dell'egittologia», dice il professore. «È molto strano - dice - che chi ha rubato quei pezzi meravigliosi se li sia andati a scegliere, apparentemente con calma, e in sale diverse, su due diversi piani del museo». Sembra un furto su commissione.