Si festeggia San Giocondo
PONT CANAVESE. Dopo un oblio durato secoli, i pontesi hanno ripreso a venerare San Giocondo grazie all'associazione Ij Canteir che nei primi anni 2000 lo ha eletto a patrono e che da allora viene festeggiato la prima domenica di febbraio. Appuntamento dunque per domenica 6 febbraio e sono invitati non solo i soci, ma tutta la popolazione e i rappresentanti dell'amministrazione.
Una festa che coinvolge anche le altre associazioni del paese per ricordare il santo che i vecchi residenti di Pont consideravano loro protettore al pari di San Costanzo, oggi unico patrono della parrocchia. Singolare destino quello avuto da San Giocondo tra i pontesi, dato che, perlomeno fino al XVII secolo, come attestano dei documenti, lo hanno considerato loro protettore alla stregua di San Costanzo per poi scordarselo, fino a cancellarlo completamente dalla loro memoria.
A riscoprirlo l'associazione Ij Canteir (il nome non ha niente a che vedere con il canto, ma è una parola del dialetto locale che indica la travatura del tetto) che da oltre 30 anni compie una meritoria opera di studio e valorizzazione di storia, lingua, tradizioni locali. «Alcuni anni or sono, durante le ricerche all'archivio storico di Pont per la stesura del libro ‘Le note raccontano' abbiamo ritrovato una notizia totalmente inedita, vale a dire la traslazione delle reliquie di San Giocondo e di San Costanzo nell'anno 1656 - spiegano il presidente Alfredo Gea e Renza Aimone Querio -. Con la collaborazione di Don Aldo Vallero abbiamo accertato la presenza delle reliquie dei due Santi sotto l'altare maggiore della arrocchia, fatto che testimonia la venerazione che i nostri predecessori avevano per loro. Abbiamo poi deciso di riportare all'attualità questa figura riportandolo alla devozione del paese e patrono dell'associazione». Cosi, grazie all'associazione, di anno in anno tra i pontesi ritorna a diffondersi la devozione per San Giocondo, o meglio Saint Joconde, poiché secondo le testimonianze, le reliquie conservate a Pont sono quelle del Vescovo di Aosta, successore di San Grato, morto nel 502 dopo Cristo. Un santo valdostano, dunque, ulteriore prova dei legami tra i due versanti delle montagne, accomunati anche da antichi culti e riti.
Domenica, alle ore 10, messa; in seguito corteo in costume tradizionale de Ij Canteir sino al ristorante Bergagna per l'assemblea con relazione annuale del presidente ed elezione el direttivo.