«Vogliamo una specifica per lo stampaggio a caldo sui lavori usuranti»

IVREA.Sergio Melis, numero uno della Cisl del Canavese, lo precisa: «Mi rendo conto che non è un argomento appetibile. Però, va detto, sarebbe una precisazione davvero importante». L'argomento è il lavoro usurante che, in Canavese, nel settore dello stampaggio a caldo, riguarda migliaia di addetti. «Stanno per scadere i termini per l'attuazione della delega al Governo per la ridefinizione dei lavori usuranti nella lege 183 del 4 novembre 2010 - spiegano Vito Bianchino, segretario Fim e Sergio Melis- e noi crediamo sia giusto ricordare che sarebbe indispensabile specificare bene, nel documento, la presenza dello stampaggio a caldo degli acciai. Solo in questo modo si potranno prevedere i riconoscimenti dei benefici previdenziali relativi ai lavori usuranti». Melis e Bianchino non hanno la pretesa di aver scoperto l'attualità di questo argomento, in agenda da tempo in tutte le riunioni delle organizzazioni sindacali. Ma, come illustrano, trattandosi di lavoratori di un settore importante per il Canavese, sarebbe bene che questa specifica fosse inserita. Del resto, chi può dire che non è usurante il lavoro allo stampaggio a caldo? Basta parlare direttamente con i lavoratori e visitare un'azienda, seppure moderna, per constatarlo. Per sensibilizzare, una lettera è stata inviata da Fim e Cisl ai parlamentari Togni, Fluttero e Damiano, al presidente della Regione Cota, a quello della Provincia Saitta, agli assessori regionali e provinciali al Lavoro Claudia Porchietto e Carlo Chiama. «La specifica - chiariscono i due sindacalisti - è indispensabile in quanto la tipologia di lavoro ha varie condizioni usuranti quali l'impegno in processi produttivi similari a quelli della catena di montaggio, forti ritmi produttivi, manipolazione di particolari riscaldati a 1200 gradi centigradi, permanenza in ambienti caratterizzati da stress acustico e termico, presenza di fumi, polveri e odori derivanti dalle lavorazioni». (ri.co.)