QUELLA "STRUTTURA DELTA" IN CAMPO PER IL CAVALIERE
In porta, Daniela Santanchè. Difensori centrali, con permesso di scendere lungo le fasce, Cicchitto e Quagliariello. A centrocampo ci vogliono piedi buoni ma anche tackles alla Nobby Stiles, l'epico mediano spaccacaviglie del Manchester United anni'60 (a forza di botte, date e prese, era costretto a portare una dentiera) e quindi vanno bene Belpietro e Sallusti accanto a Bruno Vespa.
Poi un attacco manovriero capace di finalizzare con Ghedini, Alfonso Signorini, fantasista (molto, ma molto fantasista), Minzolini, l'astuto e lesto centravanti, Fede, una garanzia come lo fu Mazzola per l'Inter, e perché no? Maurizio Lupi. Panchina lunga e carnet di assegni pronto per un eventuale arbitro alla Moreno. Massaggiatore Lele Mora. Il nome del Mister è superfluo.
Lo schema di gioco dell'apparato propagandistico di Berlusconi (qualcuno l'ha chiamata la 'struttura Delta") si fonda su alcuni solidi principi a lungo testati in allenamento. Alzare la voce e stare rigorosamente lontano dai fatti. Lo scopo infatti non è spiegare o informare bensi influenzare. Indicare sempre il dito e non la luna. Cioè strepitare contro la violazione del segreto istruttorio (che non c'è), inalberarsi contro le intercettazioni dei telefoni di centinaia di persone (sono in tutto una quindicina), protestare contro le spese che l'indagine sul caso ha comportato (ma se l'imputato di prostituzione minorile si fosse chiamato Er Cipolla della Magliana nessuno avrebbe detto 'ba"), sollevare obiezioni, eccezioni, conflitti di competenza e soprattutto non rispondere mai a contestazioni di fatti concreti. Lo schema si chiama «buttiamola in caciara che è meglio» e si usa molto nelle serie giovanili sui campetti di periferia.
Esaltata dal dominio semimonopolistico delle televisioni la squadra del premier parte avvantaggiata, inutile negarlo, nella partita dei prossimi giorni che vede di fronte la propaganda contro l'informazione a cui i cittadini hanno diritto per comprendere cosa sta succedendo e farsi un'opinione libera. Per capirlo basta esaminare i dati auditel più recenti da cui si ricava che l'intervista alla signorina Ruby condotta dalla mezz'ala Alfonso Signorini ha ottenuto un ascolto straordinario.
E poco importa che Ruby Rubacuori abbia dichiarato in Tv l'esatto contrario di ciò che risulta dalle indagini e dalle deposizioni dei diversi testimoni ascoltati nelle fasi preliminari dell'inchiesta, e cioè che Berlusconi sapeva di avere a che fare con una prostituta minorenne. Ancor meno che dai rapporti investigativi della polizia pubblicati sui giornali (nei Tg naturalmente neanche una parola) emerga un chiarissimo quadro di prostituzione organizzata con epicentro la villa di Arcore.
E' una partita decisiva che corre in parallelo al procedimento giudiziario ma questa volta non è affatto detto che la corazzata propagandistica la spunti.
Buona parte del potere berlusconiano si fonda esattamente su questo. Sull'assuefazione diffusa alla menzogna.
Ma poi, per fortuna, a volte solo per caso, arriva sempre il momento in cui si comincia a vedere il re nudo, o almeno in mutande, e arriva improvviso il sollievo di un risveglio.
Luigi.irdi@gmail.com
© RIPRODUZIONE RISERVATA