Il Canavese rischia forte

SAN GIUSTO C.SE. Se dal lato sportivo non si registrano grosse preoccupazioni, il Canavese appare squadra solida e ben guidata tanto da occupare stabilmente, pur con alti e bassi, la zona centrale della classifica con 10 punti sopra la zona salvezza, i guai maggiori arrivano dalla gestione della società. Il sodalizio blugranata già in estate era arrivato col fiatone a perfezionare l'iscrizione al campionato, depositando la fidejussione relativa all'iscrizione della squadra con qualche giorno di ritardo, tanto da ricavarne una penalizzazione di 2 punti in graduatoria.
Il secondo deferimento, giunto nei giorni scorsi, concernente al ritardo nel pagamento degli stipendi relativi al mese di settembre che quasi certamente avrà come conseguenza ulteriori penalizzazioni in fatto di punti in classifica, è purtroppo indice di una sofferenza economica peraltro mai smentita dalla dirigenza.
Tra circa un mese poi ci sarà un'altra scadenza, cioè quella relativa alla presentazione dei documenti comprovanti l'effettuato pagamento degli stipendi fino al mese di novembre, che fungerà da cartina di tornasole per lo stato di salute della società canavesana.
«Ci stiamo muovendo in tutte le direzioni per onorare gli impegni presi - fa sapere il d.g. Massimo Bava -, ma non nascondo che la situazione è difficile. Da parte nostra comunque ce la metteremo tutta per far si che il Canavese riesca a terminare tranquillamente il campionato. Per il futuro, se non interverranno fatti nuovi, sono invece pessimista, anche se non lesineremo gli sforzi per fare in modo di non disperdere quel grosso patrimonio rappresentato dal Settore Giovanile».
Il campionato di Seconda Divisione di Lega Pro è particolarmente impegnativo dal punto di vista economico: le uscite superano abbondantemente il milione di euro, mentre alla voce entrate il solo introito significativo, oltre alla vendita di eventuali pezzi pregiati, è rappresentato dal contributo della Lega per l'utilizzo dei giovani calciatori, contributo distribuito in tre tranches e che, nel caso del Canavese, dovrebbe aggirarsi quest'anno intorno ai 250mila euro.
Risibile invece il sostegno derivante dagli incassi al botteghino, che non riescono neanche a coprire il costo degli steward, resi obbligatori dalla vigente normativa in tema di sicurezza negli stadi. Il presidente Francesco Ferraris, nel recente passato, ha più volte ribadito come da solo non riesca più a sostenere un simile impegno ed è alla ricerca di persone che possano accompagnarlo in questa avventura non ponendo alcun limite sia sul fatto di giocare lontano da San Giusto sia su quello di lasciare ad altri la poltrona da presidente.
Il messaggio è stato più volte lanciato pubbblicamente, ed anche recentemente ribadito, nella speranza che qualcuno voglia coglierlo al fine di garantire la continuità del calcio canavesano ad alto livello.
Passando invece la parola al calcio giocato, da segnalare uno scambio con la Cremonese. Fanfoni è infatti tornato in grigiorosso, mentre l'esterno di centrocampo Stefano Mauri, l'anno scorso alla Pro Belvedere, ha compiuto il percorso inverso ed è già a disposizione di Ezio Rossi. Porcu, Lerda e Rolandone, che domenica non hanno trovato posto neanche in panchina, sono sulla via della cessione. (f.q.)