Cinque anni a ‘Casa di Francesco'
CUORGNE'.Il Centro educativo per minori 'Casa Regina Elena. Una carezza per Carla" di via Torino, a Cuorgnè, rappresenta ormai da cinque anni un prezioso punto di riferimento per le famiglie con figli affetti dalla patologia dell'autismo, la sindrome comportamentale causata da un disordine dello sviluppo biologicamente determinato, e continua ad implementare i suoi servizi.
«Il Centro attualmente accoglie 16 ragazzi, di cui 13 in fascia scolare (dai 6 ai 18 anni), inviati da Asl e Servizi Sociali, e 3 in fascia prescolare (dai 3 ai 6 anni), inseriti privatamente, ma sempre in accordo con i servizi sociali e sanitari provenienti dal territorio canavesano, valdostano e della prima cintura torinese - spiegano il coordinatore, dottoressa Maria Elena Viziale, e la presidente dell'associazione 'Una casa per gli amici di Francesco" onlus, Fiorenza Cossalter Faletti -. Ciascun ragazzo frequenta il Centro due volte alla settimana e viene impegnato in trattamenti individuali o di gruppo relativi ad abilità utili allo sviluppo, autonomie, comunicazione, abilità sociali, pre professionali di tipo occupazionale, attività motorie e di recupero cognitivo».
Nella struttura di via Torino 6, si segue la metodologia Teacch, ideata negli Anni Settanta negli Stati Uniti da Eric Schopler. Si tratta, in sostanza, di un programma che prevede la presa in carico globale delle persone con autismo, cioè in tutti gli ambienti e per l'intero arco della vita.
Il servizio è nato grazie al lavoro coordinato, avviato nel 2004, da Fiorenza Faletti, Lino Giacoma Rosa dell'Associazione Internazionale Regina Elena (che si è prodigato nella ricerca dei fondi), la dottoressa Faggioli dell'Ospedale San Paolo di Milano e l'Asl 9 di Ivrea, nella persona della dottoressa Carla Crotta.
Il Centro educativo per minori è sostenuto per il 50% da Asl e servizi sociali, in parte dalle famiglie, mentre i progetti sperimentali 'Start up" risultano finanziati da alcune Fondazioni bancarie.
Un grosso sostegno arriva, poi, dal territorio. Al Centro vengono, infatti, devoluti fondi raccolti in occasione di varie iniziative promosse da diversi sodalizi locali ed il ricavato della vendita di articoli di vario genere realizzati direttamente dai frequentatori della struttura con il supporto delle famiglie.
Tra le novità che caratterizzeranno l'attività del Centro nel 2011 va segnalata l'introduzione di trattamenti psicoeducativi a pagamento, rivolti a bambini in età prescolare dai 3 ai 6 anni. Sono in fase di avvio, inoltre, percorsi di tipo abilitativo-occupazionale per ragazzi fino a 22 anni. Ed è in previsione, infine, l'organizzazione di incontri tematici a supporto delle famiglie su argomenti di interesse comune.
Ma mamma Fiorenza ha un altro piccolo, grande sogno nel cassetto e lancia un appello. «Chiediamo ad artigiani in pensione, persone di buona volontà che ci diano lo spunto per avviare un progetto finalizzato alla realizzazione di una qualche forma di autofinanziamento» è il messaggio. Un invito che non si può lasciar cadere nel vuoto.