Zanda: «In democrazia normale dividersi»
ROMA.«E' stata un'ottima direzione, Bersani ha fatto un ottimo intervento parlando per tre quarti della relazione della drammatica situazione del Paese e alla fine la maggioranza è uscita rafforzata». Luigi Zanda, vicepresidente dei senatori Pd, è soddisfatto dell'esito della direzione.
Beh i veltroniani non la pensano cosi.
«Era la prima volta che ci riunivano dal 14 dicembre, il giorno della sfiducia a Berlusconi. E lo scenario da allora è del tutto cambiato».
Ma non la strategia del segretario...
«Noi ci rivolgiamo al Paese. E siamo consapevoli delle difficoltà che abbiamo dopo 16 anni di Berlusconismo. Ora la situazioni è più grave. Il premier non può più contare sulla sua arma più forte usata fin qui: il voto di fiducia. Il miracolo del 14 dicembre potrebbe non ripetersi e le elezioni potrebbero precipitare».
Il Pd sarebbe pronto ad affrontarle con un gruppo dirigente spaccato?
«I partiti democratici hanno maggioranze e opposizioni. L'importante è discutere nel rispetto reciproco. In direzione non ci sono stati interventi sgradevoli né offensivi nei confronti di nessuno».
E le alleanze? Casini non ne vuole sapere.
«Noi parliamo con tutti e soprattutto ci rivolgiamo al Paese». (m.b.)
© RIPRODUZIONE RISERVATA