Un'altra spina sulla strada del Cavaliere
ROMA.E ora? Che impatto può avere la decisione della Consulta sul già traballante orizzonte politico? Sarà lo stesso Berlusconi a dire questa mattina, utilizzando le sue Tv, come valuta il verdetto di ieri. E a far capire di conseguenza quale sarà la sua rotta futura. Certo, fa riflettere la cautela dei primissimi commenti di Nicolò Ghedini, avvocato-deputato e alter ego dello stesso premier in materia giudiziaria. E la soddisfazione, sia pure di facciata, di Alfano. E ovviamente anche il commento ufficioso, e poi smentito, dello stesso Berlusconi sul «compromesso accettabile». Come se il Cavaliere stia ancora decidendo cosa gli convenga fare, ma per il momento non abbia deciso di rovesciare il tavolo e invertire la rotta. In altre parole, Berlusconi sembra convinto a tentare di andare avanti, galleggiando come possibile in Parlamento, e puntando ad arrivare alla prescrizione dei suoi processi. Una conferma che il premier teme il voto anticipato assai più di quanto non dichiari.
Ma sul suo tentativo di andare comunque avanti potrebbe incontrare nuovi ostacoli. Perchè la situazione, se possibile, si è ulteriormente complicata. Continua a non avere di fatto una maggioranza alla Camera (i tre voti di scarto del 14 dicembre sono stati ottenuti grazie al voto di tutti i deputati ministri e sottosegretari, compreso lo stesso Berlusconi, situazione che certo non si potrà ripetere quotidianamente) e l'allargamento auspicato e più volte annunciato, per ora non s'è visto. La decisione della Consulta, seppure non affossa completamente il legittimo impedimento, certo priva in buona parte il Cavaliere dello scudo giudiziario di cui si era dotato e lo rende quindi più traballante. Un fatto che potrebbe rendere ancora più ardua la già difficile campagna acquisti tentata a Montecitorio. I numeri continuano dunque a rendere pericolante la maggioranza e ad altissimo rischio il cammino del governo.
Sul piano giudiziario, a maggior ragione, sembra difficilmente praticabile per Berlusconi la via di nuove leggi ad personam. Il Terzo polo di Fini e Casini ha già escluso un proprio voto favorevole e in queste condizioni l'approvazione alla Camera sembra praticamente impossibile.
Ma l'insidia maggiore per Berlusconi è però costituita, paradossalmente, dal suo principale alleato, la Lega. L'unica forza che ha davvero il potere di staccare la spina al governo. I capigruppo del Carroccio, Reguzzoni e Bricolo, hanno ieri ribadito che l'azione del governo prosegue, nel mirino ci sono infatti i decreti attuativi sul federalismo in agenda la prossima settimana. A differenza di Ghedini e Alfano, la Lega non si preoccupa però di alzare i toni verso la Consulta, accusandola di essere «ostile» verso il governo. Il Carroccio accetterà la scelta di Berlusconi di galleggiare nonostante tutto, sperando di trovare prima o poi la disponibilità dell'Udc e aspettando l'estinzione dei suoi processi per esaurimento dei tempi? Tutto dipenderà, come al solito, da quello che accadrà nelle prossime due settimane in particolare per il federalismo.
La decisione di compromesso adottata ieri dalla Consulta non fa insomma saltare il banco, almeno per ora. Contribuirà a decidere del futuro solo sommata agli altri fattori in ballo, ma certo non rende più facile la vita al governo Berlusconi.
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Andrea Palombi