Il futuro della Chiesa e i ricordi di famiglia nelle parole di Bertone

STRAMBINO.«Appena entrato, ho goduto del suono di questo pregevole organo, suonato per quaranta anni da mio padre Pietro, che a Strambino ha realizzato anche delle operette. Ricordo Giovanni il tiramantice ed anche il direttore del coro Lino Vesco (poi ricevuto in sagrestia al termine della concelebrazione, ndr) e, anche per questa comunione di sentimenti, sono molto contento di essere qui con voi, che siete molto devoti alla Madonna». Frammenti di ricordi personali, pronunciate dal segretario di Stato Vaticano Tarcisio Bertonemercoledi sera, in occasione della messa celebrata a Strambino.
Poi, quasi a ricordare una qualche forma di persistente bonario campanilismo mai sopito nella sua Romano, il cardinale Bertone ha ricordato di essere nato «sotto il Comune di Strambino che si 'accaparrava" anche Mercenasco e Romano».
Ripercorsa la strada dei sentimenti personali, davanti ai fratelli Mariuccia e Valeriano, ai nipoti, al vescovo di Ivrea Arrigo Miglio, ai sindaci di Strambino, Savino Beiletti, Romano, Oscarino Ferrero, Mercenasco, Giovanni Levrio, Perosa, Michele Borgia, Vialfrè, Franco Prato, ad assessori e amministratori della zona e a numerosi fedeli, il segretario di Stato ha affrontato anche temi più generali, dall'economia al precariato del lavoro alle grandi questioni internazionali.
Bertone ha salutato con grande soddisfazione «la forte dichiarazione del presidente della Commissione Europea Barroso che, in accordo con i commissari, ha rivendicato il diritto alla presenza ed alla sicurezza delle comunità cristiane» partendo «dalla dolorosa constatazione delle violenze e delle persecuzioni contro i cristiani in varie parti del mondo che hanno caratterizzato il 2010».
Un anno, quello appena concluso, doloroso, ma per la Chiesa anche importante: «Il Papa ha creato il nuovo dicastero per la Rievangelizzazione che avrà il compito di far riscoprire l'identità religiosa in parte perduta a causa della progressiva secolarizzazione e della globalizzazione, che tendono a sterilizzare i valori alla ricerca sfrenata del benessere personale e dell'egoismo». Bertone si è augurato ed ha augurato a tutti «un 2011 migliore, ma questo non dipende solo dagli uomini di governo ma dall'impegno di ciascuno di noi».
Al termine della concelebrazione, il parroco don Loris Cena, prima dello scambio dei doni, ha ringraziato il segretario di Stato Vaticano per la sua presenza, e lo ha invitato a tornare a celebrare la messa a Strambino e Mercenasco. Il cardinale ha impartito a tutti la benedizione a nome di Benedetto XVI che, ha ricordato: «Prima di partire mi ha chiesto di portare il suo saluto alla mia famiglia e alla comunità del Canavese, che ricorda molto bene dopo la sua storica visita a Romano». In sacrestia, ha poi ricevuto alcune persone, tra le quali i sindaci della zona. Prima del rientro a Roma, Bertone ha celebrato ieri, la messa dell'Epifania a Romano. (s.ro.)