Pannelli fotovoltaici della discordia

BANCHETTE. Accese proteste per i pannelli fotovoltaici in corso di installazione presso il molino Sabolo di via Circonvallazione. Una lettera, firmata da un gruppo di cittadini, è giunta, infatti, nei giorni scorsi all'amministrazione comunale.
Nel documento sono espressi dubbi sull'eccessiva altezza della struttura e la richiesta che ne sia verificata la regolarità. Un controllo che l'amministrazione effettuerà oggi, lunedi 20 dicembre.
«Il titolare dell'azienda già nei mesi scorsi aveva inoltrato al Comune una richiesta per la realizzazione di un impianto fotovoltaico nell'area della propria ditta - spiega il sindaco Maurizio Cieol -. Si trattava, in pratica, di due pensiline oblique per sostenere i pannelli. L'ufficio tecnico aveva esaminato il progetto che risultava, cosi come presentato, conforme al Piano regolatore. Progetto che è stato sottoposto anche alla Soprintendenza, la quale aveva dato parere positivo. Tuttavia i lavori, causa mancato rispetto dei tempi burocratici previsti (in pratica iniziati troppo presto rispetto a quanto richiesto dalla normativa), erano stati bloccati con ordinanza comunale, a metà novembre. Gli interventi alla struttura erano potuti regolarmente ricominciare lo scorso 9 dicembre. Ora faremo il sopralluogo per capire se le altezze previste nel progetto, siano state effettivamente rispettate o meno».
Intanto il titolare del molino Daniele Sabolo si difende e ribatte: «Il Piano regolatore prevedrebbe, nell'area della ditta in cui viene posizionato l'impianto fotovoltaico, un ampliamento delle strutture legato all'attività produttiva limitrofa del molino, sino all'altezza massima esistente con relativa area commerciale e, soprattutto, di stoccaggio cereali e silos. Noi andiamo a realizzare, invece, pannelli fotovoltaici ad impatto zero a livello di emissioni, significativamente meno invasivi del massimo consentito dal piano regolatore». E aggiunge: «L'intervento è concepito e realizzato come da leggi nazionali vigenti, relativi decreti legislativi attuativi di norme europee e loro successive modifiche ed, ancora, in recepimento del protocollo di Kyoto sulla riduzione di anidride carbonica ed agenti inquinanti. Inoltre l'impianto in questione è realizzato su area edificabile e non su terreni agricoli, e quindi senza supplementare consumo di suolo».
«L'area oggetto di intervento, cosi come previsto dalle autorizzazioni concesse, sarà inoltre delimitata da un'ampia copertura verde perimetrale, con un significativo miglioramento rispetto alla situazione preesistente- continua Sabolo -. In linea più generale mi preme sottolineare che questo investimento è anche un tentativo finalizzato alla creazione di posti di lavoro per le persone del nostro territorio. Di fatto, al momento stanno operando esclusivamente aziende dell'area eporediese ed in seguito la manutenzione e lo sviluppo dei futuri progetti sarà curata da persone che operano nelle medesime zone». «Se a quanto espresso si aggiunge, nonostante la buona volontà delle amministrazioni, la pesante burocrazia collegata ad ogni singolo intervento e gli ostacoli di natura prettamente tecnica è chiaro che diventa oltremodo disincentivante fare impresa - osserva Sabolo -. E' evidente che, in concreto, esistono attività ben più remunerative al di fuori del territorio dove viviamo, tuttavia questo investimento, in un momento in cui non si sa se ed in cosa investire, vuole essere un segnale concreto, un progetto pilota per creare conoscenza e sviluppo in un più ampio settore legato alle energie rinnovabili, idroelettrico, eolico, biotecnologie, che avrà impatti assolutamente significativi con importanti ripercussioni occupazionali. In questa direzione stiamo già operando con strutture pubbliche e private al fine di creare le sinergie per sviluppare i programmi attualmente in fase di studio». (mt.b.)