Pellissier tiene la Juve a terra

VERONA. Non corre, la Juventus, sulla frenata del Milan. Mentre Lazio e Napoli in qualche modo volano, i bianconeri addirittura rischiano di restare ai blocchi. Perché il pareggio per 1-1 raccolto a Verona col Chievo è frutto certo di un tempo giocato in inferiorità numerica, ma anche del grande cuore gialloblù. Guarda caso proprio quell'anima plasmata da Gigi Delneri anni fa.
Delneri sapeva di dover soffrire al Bentegodi, non ne poteva però immaginare i termini: quelli di un Chievo che prima strapazza la Juve, poi ne subisce la forza e quindi si va a riprendere la partita. Juve e Chievo sono scese in campo quasi speculari al di là dei moduli tattici: prive dei registi Rigoni e Melo, entrambi squalificati, si affidano agli uomini di fatica per provare a pungere. Delneri nelle ultime ore perde Marchisio, Sissoko e Del Piero, ma recupera Aquilani. Pioli blinda la difesa nel tentativo di creare zone rosse off-limits per le punte bianconere.
L'operazione sembra perfetta almeno per metà del primo tempo. Sono i padroni di casa a fare la partita e a mettere in crisi centrocampo e difesa juventini. Al punto da sfiorare il vantaggio con un rigore, sacrosanto, vanificato da Marcolini. Dal dischetto l'ex vicentino si fa ammaliare da Storari che gli respinge il tiro, calciato sulla sinistra del portiere. Sembra questa la svolta perché la Juve passa dal grande spavento alla grande determinazione: dieci minuti per recuperare le idee bastano e avanzano ai bianconeri per far sentire la propria voce.
La supremazia si concretizza con il palo di Sorensen al 27', prefazione dell'azione che dall'angolo porta Quagliarella alla rovesciata vincente nel sette. La reazione della squadra del Chievo è poca cosa: mentre il terreno si fa sempre più pesante gli ospiti guadagnano gli spogliatoi forse troppo sicuri di avere in mano la partita.
Nulla di più sbagliato perché alla ripresa è il Chievo il meglio organizzato. La spinta degli uomini di Pioli produce più timori del previsto nelle file bianconere e a farne le spese è Giandonato che stende Constant lanciato a rete lasciando in dieci i suoi. Questa si è la vera svolta della partita. La Juve, ad esclusione di due contropiedi di Krasic, al 23' bloccato da Sorrentino (che si infortuna), e al 34', traversa scheggiata sul lato alto, si affloscia. Il Chievo è bravo a far pesare la supremazia numerica: la Juve fatica tanto da consigliare a Delneri a togliere il serbo per inserire il difensore Legrottaglie. Sembra fatta ma al 92' la Juve sbatte contro il diagonale di Pellissier.