Gli spartiti degli emigranti

RUEGLIO.Più di 150 anni di vita e non sentirli. Cosi è per la Filarmonica Ruegliese, sempre al passo con i tempi e capace di rinnovarsi, restando tuttavia fedele a quella passione per la musica e il 'fare festa" che ha sempre contraddistinto i ruegliesi. Nasce nel 1851, la Filarmonica, e al lungo cammino da essa percorso è stato dedicato, nel 2003, 'Arkort s-j-ali dla Musica" (ed. Hever), il bellissimo volume di Dilma Vercellano Formento che unisce, alla storia della gloriosa formazione musicale, un autentico tesoro di fotografie e aneddoti che ne fa un documento unico nel suo genere (valorizzato dall'accattivante ‘art direction' di Francesco Gioana). Dilma Formento, studiosa e massima esperta di dialetto e tradizioni ruegliesi, è anche madrina della Banda: «Credo che la nostra ‘Müsika rüvlajsa' sia tra le preferibili credenziali che possiamo presentare - scrive -. Centocinquant'anni fa ‘Intrar'n-tla Müsika' rappresentava il primo arruolamento nel mondo adulto in cui, specie nei piccoli centri, la banda musicale era un bene associativo impagabile».
Si addentra nell'animo e nella psicologia dei ruegliesi, Dilma, sottolineando: «L'atmosfera che subito instaura il magnetismo della Banda ruegliese, quel clima cosi immutabile e sempre nuovo che la rendono spettacolo perenne, fa parte di noi. Su di essa abbiamo innestato molti ricordi dell'infanzia, della vita: ci ha accompagnato in momenti tristi e d'allegria».
«Un'adesione totale quella dei ruegliesi alla loro Filarmonica - rimarca con giusto orgoglio il presidente Gianni Gallo -, tanto che i 14 maestri che si sono succeduti alla sua direzione, dal 1851 ad oggi, sono tutti ruegliesi».
La storia della Banda si intreccia intimamente a un altro dei fenomeni locali qui particolarmente incisivo, l'emigrazione. «Nel bagaglio degli emigrati, ad ogni ritorno, non mancavano mai spartiti musicali per la Banda - conferma Dilma -, che, in occasione dei ritorni, andava ad accoglierli al confine del territorio ruegliese, il ponte sul Chiusella, e ad accompagnarli, beneaugurante, al momento delle partenze».

Franco Farnè