«Voglio essere un donatore anche io»

IVREA.Commuove e scalda i cuori canavesani la lettera a Santa Lucia - pubblicata venerdi 17 sulla Sentinella del Canavese - di un bimbo affetto dalla leucemia in cerca di un donatore. Le sue parole, volte alla ricerca di un «Signore speciale», ha generato una catena di solidarietà. In molti hanno scritto o telefonato al giornale offrendosi come possibili donatori di midollo osseo.
«Un gesto molto importante - sottolina Paola De Angelis, presidente dell'Admo (Associazione donatori midollo osseo - che bisogna compiere, perché sia di reale aiuto, al di là del caso singolo, per andare ad alimentare la banca dati internazionale».
Alberto, panettiere di 46 anni, chiama in redazione alle 9 in punto, appena aprono gli uffici. Racconta di essere padre di tre figlie. «Non posso - dice Alberto - restare con le mani in mano di fronte a questa storia; devo assolutamente fare qualcosa per aiutare questa famiglia. Sono disposto a pagare tutte le spese dei test di compatibilità. Leggendo l'articolo sulla Sentinella mi sono messo nei panni di quei genitori».
Marco di anni ne ha trentaquattro; è un geometra. Vuole sapere cosa può fare in concreto per aiutare coloro che si ammalano di leucemia. «Non ho figli, ma leggendo la lettera di Luca ho capito l'importanza della donazione». E poi c'è Marta, studentessa universitaria, che attraverso la redazione cerca informazioni per diventare una donatrice. «Non ha importanza se il mio midollo osseo non fosse compatibile con quello del piccolo Luca. Voglio fare un gesto concreto al di là del caso specifico. Se la mia donazione potrà salvare qualcuno di Ivrea, di Palermo o di Pechino, sono contenta di poterlo fare». E ancora Gianfranco, che scrive: «Sono un papà e ho 35 anni, voglio essere un donatore anche io». Oppure un altro lettore, che chiama dalla Valchiusella: «Ditemi come posso fare per sapere se riesco ad essere utile».
A tutti i lettori che ci hanno contattato abbiamo dato l'indirizzo del sito dell'Admo (www.admo.it), all'interno del quale è possibile trovare i numeri di telefono delle diverse sedi regionali.
«In Italia abbiamo bisogno di aumentare il numero di donatori - spiega ancora Paola De Angelis, presidente Admo - perché ogni anno circa un migliaio di persone - e molti sono bambini - hanno bisogno di questo tipo d'intervento, senza il quale non avrebbero alternativa di vita e purtroppo solo un quarto di loro trova il donatore compatibile».
L'iter della donazione di midollo osseo, richiedendo molte risorse umane ed economiche, è stato regolamentato in tutto il mondo secondo dei principi di utilità comune. «Le probabilità di una persona qualsiasi (non un familiare) - conclude De Angelis - di essere compatibile con un'altra sono molto basse (1 su 100.000). C'è anche un aspetto, quello del limite di età. Ricordiamo che, per ragioni di massima tutela del donatore, può donare solo chi ha un'età compresa fra i 18 e i 35 anni». (vi.io.)