Questa sera l'ufficializzazione del nuovo assessore: è Cefaloni
SAN GIORGIO C.SE. Verrà ufficializzato questa sera, lunedi 20 dicembre, durante la seduta del consiglio comunale convocata per le 21, il nome dell'assessore che entrerà nella giunta sangiorgese al posto del dimissionario Sergio Comoglio. Al tempo stesso il sindaco Massimo Arri renderà noto il nuovo capogruppo di maggioranza, in sostituzione di Roberto Meotto, pure lui dimissionario. Nuovo assessore è Rodolfo Cefaloni, che già si occupava dello sportello del cittadino, e che ora avrà le deleghe all'edilizia privata (‘sottratta' al sindaco), alla raccolta rifiuti.
Cefaloni avrà anche una delega specifica al ‘Museo Nòssi rais'. L'incarico di capogruppo di maggioranza è passato invece a Giuseppe Peila, che continuerà ad occuparsi della Protezione Civile. Per sè il sindaco ha tenuto la delega alle associazioni di cui si occupava il dimissionario Comoglio, che come consigliere ha mantenuto l'incarico alla comunicazione, mentre Roberto Meotto continuerà a occuparsi di politiche sociali.
Il consiglio prevede poi la discussione delle interrogazioni presentate dal gruppo ‘Innovazione per San Giorgio' intese a far chiarezza in merito ad alcun recenti scelte dell'amministrazione comunale. Il consigliere Andrea Zanusso chiederà al sindaco le motivazioni ufficiali che hanno spinto l'assessore Comoglio e il capogruppo di maggioranza Meotto ad abbandonare i loro incarichi, pur restando in seno al consiglio. E' attesa anche una discussione in merito ad un'altra problematica sollevata da Meotto e Comoglio, che fu oggetto di discussione e forse tra le cause delle dimissioni dei due amministratori.
«La giunta - spiega Meotto - dopo diverse riunioni aveva deciso di non ospitare a casa Bordino cinque rifugiati politici di origine somala fino al prossimo mese di aprile. La richiesta era arrivata al sindaco da parte dell'associazione ‘Terra del fuoco', una ‘ong' che si occupa del sostegno al processo di integrazione europea, vicina al Gruppo Abele di don Ciotti. Sapendo che casa Bordino è una struttura adatta a questo tipo di accoglienza, e della disponibilità di posti, l'associazione aveva inviato una richiesta scritta. Il sindaco dopo una discussione in seno alla giunta e dopo un incontro con i responsabili di ‘Terra del fuoco' e di casa Bordino, ha negato l'ospitalità adducendo quale motivazione il fatto che la struttura è destinata alla cura di persone con disagi psichici lievi e quindi non adatta ad accogliere rifugiati politici. In proposito sia io che Comoglio avevamo espresso invece un parere favorevole poiché rientra nelle nostre convinzioni religiose per le quali l'accoglienza a persone bisognose d'aiuto è fondamentale».
Resta convinto della sua scelta il primo cittadino che replica: «Per poter accogliere i rifugiati politici avremmo dovuto rivedere la convenzione che regola i rapporti tra l'amministrazione e casa Bordino che si trova in una cascina di proprietà del comune vicina al santuario mariano di Misobolo. In base alla convenzione quella struttura è destinata solo ad ospitare persone con problemi di carattere psicologico, e che quindi devono poter vivere nella massima tranquillità. Diversa sarebbe stata la situazione con l'arrivo dei rifugiati che facevano parte di quel gruppo, protagonista di disordini nel centro di accoglienza di Settimo».