La chiesa resta chiusa: inagibile

ALBIANO. Cinque giorni di tempo per eliminare le criticità che hanno reso inagibile la chiesa parrocchiale. Cosi c'è scritto nell'ordinanza che il sindaco, Gildo Marcelli, ha consegnato sabato mattina al parroco, don Gianni Giachino. Questa mattina, lunedi, un ingegnere stilerà una perizia e stabilirà se quelle crepe lungo il cornicione dell'edificio sacro sono strutturali o solo superficiali.
Quella di giovedi scorso è una giornata che gli albianesi non dimenticheranno facilmente.
Tutto è iniziato quando un uomo di mezza età, straniero, si presenta nell'ufficio di polizia municipale con una pesante pietra in mano. Si tratta di un pezzo di pietra appartenente a una decorazione settecentesca, una sorta di fiamma allungata, posta sul tetto della chiesa parrocchiale di San Martino.
Probabilmente per le forti folate di vento del mattino, il pezzo si è staccato dalla decorazione inclinata ed è caduto in strada accanto alla chiesa, fortunatamente in un momento in cui nessuno passava e in cui non vi erano parcheggiate auto.
Già perchè poteva andare veramente peggio visto che la zona è di abituale passaggio e che è un'antica abitudine degli albianesi ritrovarsi e sostare proprio sui gradini antistanti la chiesa.
Ma questo è solo l'inizio perchè il vero problema è che quella decorazione intera - tanto pesante che una sola persona non riuscirebbe a sollevare - è rimasta in bilico sul tetto.
La zona viene allora transennata mentre dal Comune vengono chiamati i vigili del fuoco di Ivrea che per intervenire hanno bisogno del supporto del nucleo SAF (Speleo Alpino Fluviale) che arriverà da Torino soltanto in serata. La viabilità, lungo corso Vittorio Emanuele, va in tilt e sul posto intervengono i volontari della Protezione civile.
In paese, intanto, la voce di ciò che sta succedendo si sparge e la gente incuriosita inizia ad arrivare in piazza e a commentare. Nel tardo pomeriggio ci sono dunque quattro mezzi dei pompieri coinvolti nell'operazione e le strade centrali vengono chiuse e presidiate dai volontari.
Sul posto c'è anche il primo cittadino, Gildo Marcelli, al quale i pompieri diranno che a causa del cattivo stato di conservazione, tutte le decorazioni del tetto sono, almeno a un primo esame esterno, pericolanti.
Sono le 20 quando terminano le operazioni di messa in sicurezza di quell'unica decorazione inclinatasi al mattino viene staccata dal tetto e portata al suolo. La zona antistante la chiesa è comunque considerata ancora pericolosa finchè non verranno svolti dei lavori di restauro e viene cosi transennata completamente. Si attende questa mattina, lunedi, la perizia da parte di un ingegnere. Il pericolo è che l'edificio resti chiuso per diverse settimane.

Antonella Allazzetta