L'odissea di Lorenzo Un mese di dolore fra tre ospedali

TORRE.Morire di setticemia a 26 anni dopo aver girato tre ospedali e sofferto per più di un mese. Una setticemia insorta probabilmente in seguito a un blocco intestinale. E' successo a Lorenzo Allorio, studente universitario in Scienze infermieristiche a Ivrea, figlio di Fulvio, medico di medicina generale, con ambulatori a Scarmagno, San Martino e Romano.
Il giovane è morto nella notte tra l'8 ed il 9 dicembre all'ospedale di Novara. Era stato sottoposto ad un intervento chirurgico, il secondo nel giro di pochi giorni. Ed il suo fisico era già duramente provato.
La famiglia Allorio (papà Fulvio, mamma Ileana, la sorella Tiziana, le nonne Rosetta e Bianca, gli zii Paolo, Sole, Rudj, Rie e Gianluca) è provata dal dolore. Non è intenzionata, però, a sporgere denuncia. Di religione buddhista, papà Fulvio sottolinea: «Credo che se qualcuno ha sbagliato porterà per tutta la vita, sulla propria coscienza, questa vicenda. Non può un ragazzo di 26 anni morire in questo modo». Se l'anima di Lorenzo è oggi libera, secondo la sua famiglia, il peso degli errori, se ci sono stati, ricadranno esclusivamente su chi li ha commessi. Una denuncia, spiegano, servirebbe solo a ricondurre la storia di Lorenzo a consulenze, perizie, assicurazioni. E non è cosi che la sua famiglia vuole ricordare quello che definisce un ragazzo d'oro.
Ed in effetti il calvario di Lorenzo, lungo più di un mese, ha dell'incredibile e ha inizio il primo novembre.
«Mio figlio - racconta il padre Fulvio - il giorno di Ognissanti è andato, con amici, a mangiare in un ristorante tipico canavesano». Nel menù, anche la zuppa di ajucche. «Il giorno dopo Lorenzo - continua il padre - ha incominciato a stare male, lamentava dolori addominali. Aveva la pressione arteriosa molto bassa e io, come medico, ho cercato di curarlo con i farmaci del caso. Ma dopo un paio di giorni le sue condizioni sono peggiorate: febbre alta e dolori addominali sempre maggiori, tanto che abbiamo chiesto che venisse trasportato all'ospedale di Ivrea».
Pochi giorni di ricovero, poi di nuovo a casa, ma invece di migliorare, Lorenzo peggiorava a vista d'occhio. Non riusciva più a nutrirsi, vomitava. Il padre medico, vedendo un quadro clinico cosi, si è allarmato. «Lo abbiamo di nuovo portato in ospedale ad Ivrea - racconta ancora Fulvio Allorio - ma le sue condizioni sono diventate sempre più critiche tanto che, domenica 28 novembre, decidemmo di portarlo alla clinica Santa Rita di Vercelli dove è stato sottoposto ad un primo intervento chirurgico. Purtroppo, nella clinica vercellese si era guastata la Tac, per questo si è deciso di trasferirlo nell'ospedale di Novara dove mio figlio è stato sottoposto ad un altro intervento chirurgico. Purtroppo il suo fisico era ormai debilitato, e non sono state sufficienti le cure (compresa la dialisi) per salvargli la vita».
Oggi, lunedi 13, alle 11 nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Evangelista di Torre, saranno celebrati i funerali di Lorenzo. La salma sarà cremata. (d.r.)