Unicredit rilancia l'organizzazione

IVREA. La riorganizzazione, non lo nega nessuno, è stata imponente. E Unicredit adesso è pronta per presentare la sua struttura sul territorio. Vladimiro Rambaldi è il responsable del territorio nord ovest (Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta) e la direzione commerciale di Ivrea della rete famiglia si annuncia con maggiore autonomia. Proprio Rambaldi è stato a Ivrea per spiegare attività e obiettivi del nuovo corso 'Insieme per i clienti".
Premette, Rambaldi, che Unicredit, in Canavese, vanta una presenza storica e ben radicata. Prima di mettere questa presenza in numeri ricorda l'alluvione in Val Soana, quando gli uffici della filiale di Ronco vennero parzialmente travolti. La banca nei piccoli Comuni come una presenza fissa, ancora prima di fusioni, incorporazioni e progetti europei. «Cinquantuno filiali - elenca - novanta tesorerie municipali, 150 tesorerie di vari altri enti, 6 centri specializzati per le imprese, un centro sviluppo, due filiali Private Banking e un presidio del corporate&intestment Banking, per un totale di 380 dipendenti e oltre centomila clienti».
Nell'organigramma di Unicredit nord-ovest si legge anche il nome dell'eporediese Giovanni Ronca, in qualità di direttore del Corporate&Investment Banking. La direzione commerciale del Canavese del network famiglie e piccole e medie imprese è coordinata da Francesco Saracino, mentre responsabile del network private banking è Ester Citton e Luisella Altare è il referente per i clienti Corporate&Investment Banking. Nell'ambito della riorganizzazione sono stati istituiti anche nove distretti (Caluso, Caselle, Cirià, Corio, Cuorgnè, Ivrea Cavour, Ivrea Freguglia, Rivarolo e Strambino) che coordinano le attività di gruppi di filiali.
Rambaldi, nell'illustrare la riorganizzazione, sottolinea l'approccio della banca a trecentosessanta gradi rispetto alla gestione del cliente, delle sue potenzialità e dei suoi problemi. Punta l'attenzione sulla vicinanza al territorio e offre un punto di vista significativo rispetto a quanto accade e ai rapporti con le imprese. A cominciare dal fatto che Unicredit vuole essere vicina alle imprese. Tra l'altro, i dati indicano un territorio ancora ricco di depositi rispetto al denaro investito. «La sfida oggi - sostiene Rambaldi - è generare flusso di ricchezza. Esempi significativi, in zona, ce ne sono, in settori di nicchia. E noi siamo a disposizione per idee e progetti». Nessuno nega la crisi, ma dal punto di vista dell'istituzione bancaria si nota sul territorio una certa vivacità».
Rambaldi e i responsabili dei vari settori osservano come le procedure aziendali abbiano puntato (e puntino) su una professionalizzazione sempre maggiore e con il concentrare i centri decisionali sui territori, in modo da essere «più rapidi negli interventi e nelle risposte, pur con le opportunità offerte dalla visione internazionale che ci caratterizza». Proprio per lavorare a tutto campo, Rambaldi ricorda i protocolli con la Provincia e Confindustria, le iniziative legate all'internazionalizzazione delle imprese («Abbiamo una rete di banche in dodici Paesi e possiamo aiutare le aziende a conquistare quote di commercio estero, affacciarsi sui mercati dei Paesi emergenti») e anche la disponibilità ad agire su fronti diversi, come, ad esempio, l'anticipo della cassa integrazione in deroga ai lavoratori.