Ora anche Tevez, non c'è pace al City

LONDRA.Neppure la vittoria sul Bolton, che rilancia il Manchester City in classifica, basta a scongiurare latensione nello spogliatoio del City. E Roberto Mancini è costretto a fare da pompiere, minimizzando le intemperanze dei suoi giocatori. Nell'allenamento di venerdi Mario Balotelli e Jerome Boateng erano venuti alle mani dopo un tackle del difensore tedesco. Sabato il nuovo episodio di nervosismo. Questa volta con protagonista Carlos Tevez che non ha digerito la sostituzione nell'incontro con i Trotters. L'attaccante argentino ha protestato contro Mancini. Che prima ha cercato di calmarlo, quindi lo ha invitato ad allontanarsi. Ma davanti alle telecamere Mancini lo ha giustificato. «Non è successo nulla - le parole di Mancini - . Sono sempre felice quando un mio giocatore non vuole essere sostituito». Non è la prima volta che i due entrano in rotta di collisione. Qualche mese fa Tevez si era lamentato con la stampa per le metodologie di allenamento di Mancini, alzando la voce contro le doppie sedute infrasettimanali. Capricci da star che Mancini non aveva perso tempo a rispedire al mittente. Anche a proposito della lite tra Balotelli e Boateng il tecnico italiano ha comunque smorzato le polemiche, negando che lo spogliatoio dei Citizenssia una fucina di tensioni e litigi. «Certi confronti anche a muso duro capitano più spesso di quanto si creda, sono cose normalissime durante gli allenamenti, in qualsiasi squadra. Ma quando succedono al City chissà perché fanno più notizia», l'accusa di Mancini. Intanto, dall'Italia l'agente di Balotelli rassicura l'allenatore, dopo i messaggi di Ibrahimovic e Galliani. «Mario rimarrà al City per parecchi anni».