«Il premier spieghi i legami con Putin»


ROMA.I rapporti riservati resi pubblici da Wikileaks hanno scavato fino alle inesplorate trame tra Berlusconi e Putin. Nei cable spediti dall'ambasciata americana di Roma a Washington l'affare russo viene sviscerato in ogni suo aspetto: il ruolo di «guastatore» di Berlusconi nei confronti degli Usa per favorire Putin, gli accordi personali-economici che scavalcano le sedi diplomatiche italiane (ambasciata di Mosca e Farnesina), il «sottomesso» Frattini «estromesso e costretto al silenzio» per non interferire con le operazioni prioritarie dell'ad di Eni Scaroni e dell'«uomo ombra» Valentino Valentini, che conosce la lingua ed è il curatore degli interessi del Cavaliere a Mosca. Fino alla indiscrezione più grave: percentuali promesse da Putin a Berlusconi e alla sua cerchia di amici sui profitti di ogni gasdotto costruito da Gazprom ed Eni.
Devastante Wikileaks, capace in poche ore di spazzare via la teatrale riabilitazione orchestrata da Hillary Clinton mercoledi al vertice Osce. E mentre in serata prima della fine dei lavori Berlusconi abbandonava il vertice di Astana in Kazakistan per recarsi in Russia, dove incontrerà il presidente Medvedev ma anche Putin (che non era nei programmi), in Italia Pd, Idv e Fli chiedevano che Berlusconi riferisse subito in Parlamento.
Le nuove rivelazioni erano iniziate a circolare sulla rete nella prima mattinata di ieri. Fresco dell'incontro con la Clinton che aveva fatto esultare gli esponenti del Pdl, il premier si è dovuto rifugiare subito in trincea. Cosi come il suo partito, le cui voci (Capezzone, Cicchitto, pochi altri) si sono affievolite fino a spegnersi nel corso della giornata. «Gli Usa hanno chiarissimo che non ho assolutamente nessun interesse con nessun altro Paese, non ci sono interessi personali, e io curo soltanto l'interesse degli italiani e del mio Paese» è stata la debole difesa del Presidente del Consiglio battuta dalle agenzie alle 8 del mattino in Italia. Per aggiungere che «i rapporti con gli Stati Uniti non sono mai stati in dubbio e sono sempre stati solidi». Nient'altro sulla marea di cablogrammi che lo riguardano rilanciati dai siti online dei giornali di tutto il mondo.
«Il Presidente del Consiglio venga in aula a smentire le parole dell'ex ambasciatore Usa a Roma sui rapporti con la Russia» ha urlato alla Camera Dario Franceschini (Pd). Stessa richiesta dall'Idv, con Di Pietro che ha avvertito: «Per avviare una indagine giudiziaria serve una notizia di reato e le affermazioni di un ambasciatore lo sono». Intanto l'Idv chiederà una commissione d'inchiesta. Maria Ida Germontani, vice presidente di Futuro e Libertà al Senato, facendo riferimento alle indagini ordinate dalla Clinton sul ruolo dell'Eni in Russia, ha chiesto che Berlusconi «chiarisca i suoi rapporti con Putin». Il Pd ha quindi presentato ufficialmente la richiesta alla conferenza dei presidenti dei capigruppo convocata in gran fretta, ma al momento resta in stand-by. Il presidente Fini ha invitato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito di comunicare la disponibilità del governo a venire a riferire in aula. Ma Vito ha replicato che essendo Berlusconi e Frattini all'estero, non era stato ancora possibile contattarli.

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Paolo Carletti