Utenti sull'orlo di una crisi di nervi
IVREA. Proseguono i disagi per i viaggiatori della linea Torino-Chivasso-Aosta. In attesa di conoscere i nuovi orari, che entreranno in vigore il 12 dicembre e che dovranno tenere conto del tempo che si perderà a Chivasso per il cambio del locomotore da Diesel a elettrico, negli ultimi giorni è successo di tutto.
Si va dai ritardi ormai cronici, alla cancellazione di treni, alle coincidenze perse con inevtiabili, gravi conseguenze per molti pendolari sul posto di lavoro.
La cause sono molteplici: oltre al cambio di motrice a Chivasso, che già costituisce un notevole disagio, si sono aggiunte le proteste degli studenti che, a più riprese, hanno bloccato le stazioni di Torino Porta Nuova e Torino Porta Susa. Una notevole influenza sul disservizio viene poi dalla cronica mancanza di carrozze e automotrici che hanno causato la soppressione di molti convogli, soprattutto locali nella tratta Chivasso-Ivrea, e, non ultimo ma certamente non imprevedibile, l'arrivo del gelo che ha bloccato scambi e apparati elettrici.
La giornata record in senso negativo ma che, se vogliamo, si può definirre una giornata quasi normale, è stata quella di lunedi 29 novembre: il regionale 4312 in partenza da Ivrea alle 6,31 è stato soppresso; il 24814 in partenza da Aosta alle 6,25 è giunto a Torino Porta Nuova con 57 minuti di ritardo; il 4365 in partenza da Chivasso alle 8,20 per Ivrea è arrivato con 72 minuti ritardo (!!!). Tutti gli altri treni del mattino hanno accumulato ritardi fra i quindici e i trenta minuti.
«Questa - sbotta il presidente dell'Associazione Utenti, Agostino Petruzzelli- è la realtà della nostra linea, altro che ‘Lunetta' di Chivasso! E' una situazione inaccettabile che sta già provocando l'abbandono del treno, visto che lavoratori e studenti non possono permettersi di arrivare sempre in ritardo sul luogo di lavoro o di lezione. Non vorremmo trovarci nella stessa situazione anche dopo il 12 dicembre, quando verrà fatto il cambio del locomotore da diesel a elettrico a Chivasso. Crediamo che il problema debba essere affrontato anche tenendo conto della nostra esperienza di pendolari che quotidianamente viaggiano su questa linea, e quindi chiediamo di essere consultati da chi deve prendere le decisioni».
«Riteniamo - prosegue Petruzzelli - debba essere prospettata da subito una soluzione che, superata l'emergenza, si ponga l'obiettivo di eliminare le anomalie (ritardi e soppressioni) provocati non solo dalla mancata elettrificazione della Ivrea-Aosta, ma anche dalle altre carenze strutturali della linea, come il binario unico, il numero abnorme di passaggi a livello, l'inadeguatezza della stazione di Ivrea, la carenza di materiale rotabile. Infine, ed è la cosa più importante, crediamo sia indispensabile un ripensamento sul progetto di ‘Lunetta' di Chivasso e l'utilizzo di queste risorse per l'elettrificazione dalla Ivrea-Aosta o in alternativa l'acquisto di locomotori bimodali».
Intanto in questi giorni ognuno si arrangia come può: viaggi in auto fino a Chivasso, ‘assalto' ai pulmann della Sadem, oppure ‘rassegnazione' a giungere in ritardo al lavoro, e ritorno a casa sempre più tardi per ‘recuperare' le ore di lavoro perse al mattino.