‘Quel ragazzo conosciuto su Facebook mi ha violentata'
IVREA.L'accusa è pesantissima: violenza sessuale ai danni di una minorenne. Il processo comincerà a maggio davanti ai giudici del tribunale di Teramo. Sul banco degli imputati ci sarà un eporediese di 22 anni, difeso dall'avvocato Gennaro Lettieri. Ad accusarlo è una studentessa abruzzese, all'epoca dei fatti diciassettenne. I due si era conosciti all'inizio del 2009 attraverso il social network Facebook.
Dalle conversazioni su chat alla decisione di vedersi il passo era stato breve. Era stato lui a prendere un treno e ad andare fino a Terano. Qui aveva alloggiato in un albergo. Ed è proprio nella sua stanza, secondo il racconto della ragazza, che sarebbe avvenuta la violenza sessuale. Alla sua denuncia, la ragazza ha anche allegato un certificato medico, giudicato però molto lacunoso dalla difesa. Il giovane eporediese, infatti, ha sempre respinto con fermezza ogni accusa.
I fatti contestati si riferiscono al 2009, anno in cui i due si erano conosciuti su Facebook. Dopo qualche mese di messaggi e telefonate, i ragazzi avevano deciso di incontrarsi a Teramo. Lui era arrivato in città e aveva conosciuto la ragazza insieme ai genitori di quest'ultima.
Durante i giorni di permanenza in Abruzzo, il ragazzo aveva deciso di dormire in un hotel. Ed è proprio in una stanza d'albergo che, secondo l'accusa, si sarebbe consumata la violenza. La studentessa, infatti, lo ha accusato di averla violentata nel corso di una sua visita pomeridiana.
Il ragazzo ha sempre sostenuto di non aver violentato la sua amica e che tra loro due ci sarebbe stato solo un rapporto consenziente.
Dopo la denuncia della giovane, la procura di Teramo aveva avviato le indagini che si sono svolte in uno stretto riserbo anche per l'età della ragazza.
La giovane, davanti al magistrato, ha confermato la sua denuncia sostenendo di essere stata violentata dal giovane conosciuto su Facebook nella stanza d'hotel in cui il ragazzo è stato nei tre giorni trascorsi nella cittadina abruzzese.
Il pm titolare dell'inchiesta ha anche sentito il ragazzo che ha respinto l'addebito e ha negato tutte le accuse, ribadendo che la ragazza era consenziente. Secondo la difesa, il certificato medico presentato dalla presunta vittima solleverebbe dubbi sulla ricostruzione fatta dalla studentessa.