Salerno, l'incubo della grande sete
ROMA. Nei comuni della Campania rimasti senz'acqua esplode la paura della sete. Nei supermercati di Salerno le bottiglie di minerale sono scomparse dagli scaffali, cosi come taniche, piatti e bicchieri di carta. Nel capoluogo l'acqua sarà garantita fino a domani per due ore al giorno, poi sarà il black out totale, cosi come negli altri 13 Comuni interessati all'emergenza idrica causata dalla rottura dell'acquedotto del Sele.
Mezzo milione di persone potrebbero ritrovarsi con i rubinetti a secco per oltre un mese. «La situazione è drammatica: ho 28 mila persone senz'acqua e bisogna fare presto. Stiamo cercando di tamponare una situazione inimmaginabile» ha detto Ernesto Sica, sindaco di Pontecagnano-Faiano, uno dei centri più grandi (con Eboli, Battipaglia, Sala Consilina e Capaccio-Paestum) messi in ginocchio dal maltempo. A Salerno l'emergenza riguarda alcuni quartieri, per un totale di 40 mila persone.
«Non abbiamo intenzione di perdere neppure un minuto, i problemi dell'acquedotto devono essere risolti con rapidità» ha assicurato il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, ieri al suo ultimo giorno alla guida del dipartimento.
La fornitura di acqua potabile ai cittadini verrà intanto assicurata grazie alle autobotti messe a disposizione dalla Regione e da un'associazione di volontariato, mentre nei comuni riforniti da più acquedotti (come a Salerno) si sta studiando l'ipotesi di bypass per collegare le aree servite a quelle senz'acqua. A Battipaglia, per alleviare disagi che riguardano 25 mila persone, saranno riaperti tre pozzi dismessi. La priorità, secondo quanto deciso ieri durante un vertice in prefettura, sono gli ospedali e il carcere.
La gravissima situazione del Salernitano sarà esaminata martedi dal Consiglio dei ministri, che dichiarerà lo stato di emergenza, indispensabile per predisporre gli interventi necessari per riparare l'acquedotto. L'obiettivo - ha spiegato Bertolaso - è realizzare un collegamento che superi il tratto in cui si è verificata la rottura, in modo da assicurare che l'acqua torni nelle case entro Natale. Con la dichiarazione dello stato d'emergenza sarà possibile quantificare l'entità degli stanziamenti necessari per arrivare mercoledi a una conferenza dei servizi. Il capo della Protezione civile ha anhnunciato che verrà predisposto un pacchetto di interventi che spetteranno a Provincia e Regione per il ristoro dei danni subiti dagli agricoltori e dalle aziende.
Secondo le prime stime di Confagricoltura, i danni ammonterebbero a 500 milioni di euro, con 4 mila ettari finiti sott'acqua e 45 mila addetti che non riescono a tornare sui campi. Ventimila posti di lavoro sarebbero a rischio. La Coldiretti ha lanciato l'allarme per la produzione della mozzarella di bufala Dop: la mancanza d'acqua sta mettendo in difficoltà gli allevamenti e fermando i caseifici: «Le forniture vanno ripristinate entro 48 ore per evitare che la situazione si aggravi». Secondo l'organizzazione, in provincia di Salerno il 99% dei Comuni è a rischio frane e alluvioni.
A centinaia ancora gli sfollati. A Capaccio la maggioranza delle 300 persone evacuate ha rifiutato l'alloggio in albergo e ha passato la notte in macchina per paura degli sciacalli. A Sala Consilina 136 persone hanno dovuto lasciare la loro casa, 30 sono fuori a Nocera.
Da Vicenza, dove ieri ha incontrato i sindaci e i volontari delle zone alluvionate, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha chiesto che le risorse per il Veneto stremato siano assegnate «rapidamente e senza intralci». Il capo dello Stato ha lodato l'impegno di tutti di fronte al disastro: «Ho visto un'Italia in cui si può sperare, dai sindaci ai giovani di Vicenza» ha detto, sottolineando però di non potersi sostituire «a chi deve dare risposte per competenza e responsabilità». Oggi una delegazione della Commissione europea visiterà le zone devastate: 18 eurodeputati del Pdl hanno chiesto l'erogazione dei finanziamenti previsti dal fondo comunitario di solidarietà.
Dall'inchiesta della procura di Vicenza, alle prime battute, emergerebbe intanto che l'allarme venne lanciato in tempo ai responsabili locali delle emergenze, via sms, alle 13.15 di venerdi 29 ottobre.
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