Casa del Sole, non saldate le spettanze di luglio
FAVRIA.Dipendenti della Casa del Sole di Favria col fiato sospeso. Oggi, mercoledi, dovrebbe essere versato loro un anticipo di 500 euro sullo stipendio da parte delle due cooperative subentrate alla Synago, la Lario di Como e L'Altra Età di Cernusco sul Naviglio. Questo, secondo l'accordo raggiunto giovedi 4 novembre, nel corso del vertice, tenutosi presso la Prefettura di Torino, tra sindacalisti della Cgil, Cisl e Uil, amministratori favriesi, Aslt To4 e Mgl Gest, rimasta, quest'ultima in sella alla conduzione della Casa di riposo cittadina.
In realtà, l'accordo di giovedi prevedeva pure il versamento, entro il giorno successivo, quindi venerdi, del saldo delle retribuzioni di giugno ed un acconto di almeno il 40% della spettanza di luglio. Ma qualcosa è andato storto. «Per il momento alle dipendenti è stato versato il saldo di giugno, mentre non risulta loro nessuno pagamento relativo al mese di luglio - conferma Luca Cortese della Uil -. Un dato facilmente verificabile attraverso il Codice Riferimento Operazione, il cosiddetto Cro, che consente di rintracciare i bonifici versati. Attendiamo solo di appurare se oggi, con l'anticipo di 500 euro, verrà dato alle dipendenti anche la spettanza di luglio. Se cosi non fosse non staremo certo a guardare e chiederemo un nuovo incontro, urgente, in Prefettura».
Una situazione ancora difficile, dunque, quella per le lavoratrici della Casa del Sole che, a quanto pare, non sono per nulla soddisfatte della piega presa dalla vicenda di cui sono state, loro malgrado, protagoniste. «Le dipendenti percepiscono un senso di ingiustizia che non riescono a superare - confida Cortese -. Non gli si può dare torto. Quando accadono queste cose il sospetto che viene a tutti è di vivere in un Paese che non è normale. Ma dove si è mai sentito che delle persone non vengano stipendiate per 5 mesi di fila, siano costrette a lavorare praticamente gratis, affrontando gravi difficoltà personali, come è ovvio che sia quando non si percepisce più un reddito, e non si arrivi ad una soluzione efinitiva per i loro problemi».
«Come si fa a non trovare un modo rapido per fargli avere quanto gli spetta - tuona Cortese -. Il nostro Paese è il regno incontrastato di una burocrazia farraginosa, dai tempi biblici, cosa che fa a pugni con il rispetto dei diritti dei cittadini. Tra l'altro, non si può certo dire che il datore di lavoro, nel caso specifico della Casa del Sole di Favria, abbia avuto difficoltà nell'adempiere al pagamento degli stipendi a causa della crisi economica. Qui, abbiamo a che fare con un'azienda che eroga servizi in una struttura dove tutti i posti letto sono occupati da utenti che versano regolarmente la retta. Dove stavano e dove stanno, allora, i problemi?». Si attendono risposte.