«Uomo ‘sospeso' tra cielo e terra»

CUORGNE'. Senza monsignor Franco Peradotto la ‘sua' Cuorgnè è un po' più povera, ma ha la consapevolezza che di lassù qualcuno la veglia e la protegge. E continuerà ad amarla. Autorità civili e militari, tanta gente semplice, l'intera comunità cittadina, mercoledi pomeriggio, ha gremito la chiesa parrocchiale di San Dalmazzo per tributare l'ultimo saluto a don Franco.
Monsignor Peradotto, scomparso all'età di 82 anni all'alba del giorno di Ognissanti all'ospedale San Giovanni Bosco di Torino, è stato uno dei pilastri del clero torinese, un protagonista indiscusso della vita ecclesiale e civile del capoluogo subalpino, grazie soprattutto all'impegno diffuso nella conoscenza del Concilio.
Se ne va un grande sacerdote ed un grande cuorgnatese, un prete giornalista che ha saputo nei numerosi e prestigiosi incarichi che ha ricoperto nel suo lungo e proficuo ministero incarnare perfettamente il messaggio evangelico, senza aver timore di far conoscere anche il suo lato profondamente umano, come la passione per la squadra di calcio del Toro, che lo ha accompagnato anche nel suo ultimo viaggio terreno.
Dopo la solenne concelebrazione eucaristica nella cattedrale di Torino, officiata dal cardinale Severino Poletto, il feretro di monsignor Peradotto è ritornato nella sua amata Cuorgnè. Prima del rito funebre, la bara di legno chiaro ricoperta di fiori bianchi e verdi, sulla quale erano poste una stola bianca e la sciarpa del Torino, è stata collocata nella cappella della Madonna della Rivassola alla quale don Franco è sempre stato legato da una particolare devozione.
Con il prevosto, don Stefano Turi, hanno concelebrato gli ex parroci di Cuorgnè don Aldo Salussoglia, don Lorenzo Sibona, don Paolo Perolini, i sacerdoti cuorgnatesi don Franco Lacchia e don Gianluigi Coello, parroci dei centri limitrofi e della vicina diocesi di Ivrea, tra i quali il vicario generale don Arnaldo Bigio.
Toccante l'omelia pronunciata da don Luigi Ciotti, fondatore del 'Gruppo Abele", amico personale di monsignor Peradotto che gli è rimasto a fianco, accanto ai familiari, fino all'ultimo e che di don Franco ha rimarcato la 'capacità di accogliere, ascoltare, riconoscere le persone per ridare loro la dignità".
«Don Franco è stato capace di saldare la dimensione del cielo con quella della terra, il Vangelo con la giustizia sociale, l'essere cristiani e cittadini del mondo - ha, tra l'altro detto, don Ciotti -. Con lui se ne va uno dei testimoni più preziosi di quella stagione in cui la Chiesa di Torino era scesa dagli altari per farsi più umana e vicina alla gente».
«Grazie Franco - ha concluso don Luigi tra la commozione generale -, tu hai amato la Chiesa, questa diocesi, Torino ed i torinesi senza distinzioni ed a tutti hai donato tempo e spazio. Sono state queste montagne, questa terra, la tua Cuorgnè che portavi sempre nel cuore lo specchio della tua storia».
Al termine del rito funebre, il feretro di monsignor Franco Peradotto è stato tumulato nella tomba della parrocchia nel cimitero del capoluogo.

Chiara Cortese