A Vukovar le scuse di Tadic
ZAGABRIA. «Sono qui per inginocchiarmi davanti alle vittime e rendere il dovuto omaggio. Sono qui per esprimere ancora le scuse e il rammarico, creando la possibilità per la Serbia e la Croazia di aprire una nuova pagina nella loro storia».
Lo ha detto il presidente serbo Boris Tadic davanti al memoriale di Ovcara a Vukovar, luogo della più grande fossa comune risalente alla guerra per l'indipendenza di Zagabria da Belgrado. Tadic ha parlato anche dei ricercati Ratko Mladic e Goran Hadzic: «L'arresto di tutti gli accusati di crimini di guerra è uno dei presupposti per la riconciliazione».
Ovcara era un campo agricolo distante 5 km da Vukovar, città simbolo della sofferenza del popolo croato nella lotta per l'indipendenza. Dopo mesi di bombardamenti e battaglie urbane, il 19 novembre del 1991 la città cadde in mano delle formazioni militari di Belgrado e delle truppe irregolari dei ribelli secessionisti serbi della Croazia, controllate dal leader serbo Milosevic. La resistenza di Vukovar salvò dall'annientamento altre vicine città croate. Il giorno dopo la presa di Vukovar, almeno 200 civili e soldati croati furono condotti dall'ospedale a Ovcara e liquidati, come parte del piano di pulizia etnica per la creazione della Grande Serbia voluta da Milosevic. Migliaia di abitanti furono cacciati dalla città dove poterono tornare dopo il 1997, con l'accordo di reintegrazione pacifica della regione alla sovranità di Zagabria.