Alla Caritas sono 1.300 le persone assistite

RIVAROLO. Sono mille 298 le persone assistite dalla Caritas di Rivarolo. Ma il numero potrebbe salire, perché l'anno non è ancora finito. Gente che arriva al centro di volontariato cittadino per ritirare di tutto, perchè di tutto necessita.
Dagli abiti usati fino alle scorte alimentari, pasta, riso, pelati, tonno, olio, zucchero, caffè e molto altro ancora. Per riuscire a tirare avanti, mettere in tavola qualcosa per il pranzo e per la cena. La crisi economica non è affatto un ricordo, insomma.
«Adesso, il territorio di cui ci occupiamo è persino inferiore rispetto all'anno scorso - spiega Rosanna Farina, volontaria Caritas -. Seguiamo Bosconero, Feletto, Lombardore, Lusigliè, San Benigno, Rivarolo e non più i paesi della Diocesi di Torino. Ma nonostante questo sono sempre tantissimi quelli che hanno bisogno di aiuto. Spesso di tratta di persone che non possono più contare su un reddito, perché rimaste senza lavoro, sfrattate da casa perché non più in grado di pagare l'affitto. Si vergognano a venire qui, ma alternative non ne hanno».
E non sono solo stranieri a rivolgersi al centro cittadino. «La fotografia sociale è mutata - continua Farina -. Oggi, in coda, ci sono molti italiani. Tra gli stranieri non ci sono i cinesi, ma loro hanno un sistema di mutuo-aiuto, sono una comunità particolare. A noi si rivolgono per frequentare i corsi di italiano, ma non per altro».
La Caritas di Rivarolo prova ad andare incontro ai più bisognosi cercando loro anche un'occupazione. «Per gli uomini possiamo fare meno perché riceviamo sopratutto richieste di personale come badante o domestica e gli anziani preferiscono le donne - sottolinea Rosanna Farina -. Ma siamo a disposizione di tutti per elaborare un curriculum e dare le informazioni che possono servire nella ricerca di un lavoro». (mt.b.).