«Spatuzza mente: non è Narracci»

ROMA.«Gaspare Spatuzza non ha mai identificato Lorenzo Narracci come l'uomo, estraneo a Cosa Nostra, presente nel garage in cui fu predisposta l'autobomba utilizzata in via D'Amelio». L'affermazione è del legale Michele Laforgia difensore dell'agente dell'Aisi Lorenzo Narracci. Lo 007 è stato riconosciuto da Gaspare Spatuzza, il principale pentito della strage in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della scorta. «Spatuzza ha precisato di non essere in grado di riconoscere la persona avvistata per pochi attimi nell'autorimessa, limitandosi a confermare che Narracci corrisponde alla persona individuata in fotografia come"somigliante"».
I magistrati di Caltanissetta, che hanno riaperto le inchieste sull'eccidio si apprestano dunque a chiudere le indagini che riguardano la preparazione dell'attentato ed in cui sono indagati il pentito Gaspare Spatuzza, reo confesso e il mafioso Vittorio Tutino. Sui mandanti e su presunti coinvolgimenti di apparati istituzionali, invece, gli inquirenti procedono a piccoli passi. Resta, oltre all'indagine sui tre funzionari di polizia del gruppo investigativo «Falcone e Borsellino», ombre ancora più pesanti avvolgono il coinvolgimento di apparati dei servizi. Proprio in quest'ambito Spatuzza aveva raccontato della presenza di un soggetto estraneo a Cosa Nostra nel garage in cui venne imbottita di tritolo l'autobomba. Messo davanti allo 007 per una ricognizione all'americana, nei giorni scorsi ai pm ha confermato che quell'uomo è Narracci.