TRAMONTATO L'APPARTAMENTO C'È LA RISTRETTEZZA OGGETTIVA
Un lieve senso di vertigine colpisce alla notizia che la procura della Repubblica di Roma ha spedito in cantina l'inchiesta sulla casa di Montecarlo. Ormai la chiamiamo tutti cosi, con affetto: basta dire 'la casa di Montecarlo" e tutti sanno di che si parla.
Pare dunque che le foreste abbattute per stampare milioni di pagine di giornale, i collegamenti interspaziali dall'isola caraibica di Santa Lucia, lo spionaggio satellitare e i calcoli sul valore delle cucine Scavolini, siano stati vani. Non c'è truffa, dicono i giudici, e Gianfranco Fini non ha commesso alcun reato.
Gli affranti berlusconiani si consoleranno con la considerazione che, se il codice penale è salvo, Fini non ci ha fatto una bella figura a farsi infinocchiare cosi dal cognatino e dalla compagna Elisabetta. Gli hanno sempre sfilato da sotto il naso un bell'appartamentino in riviera. Ma il gioco con cui l' Italia si è trastullata per quasi tre mesi è evaporato. E' quando devi metter via le tamburelle che capisci che l'estate è finita davvero e si torna a scuola.
Solo che, in perfetta scia, nemmeno fosse una gara di Formula 1, appena tramonta un'idiozia dell'agenda politica italiana, ecco che ne spunta un'altra se possibile più lacrimogena della prima. Ieri il senatore Carlo Vizzini, presidente della Commissione Affari Costituzionali del Senato, riferendosi allo scudo giudiziario in gestazione per il premier ha detto testualmente: 'Io porrò un problema politico. Come collegare questo spezzone di fine legislatura con quella successiva perché la non reiterabilità si può condividere ma una legge che su questa legislatura avrà una validità di un anno mi pare una ristrettezza oggettiva". Senza una virgola.
Gli ignari cittadini potevano pensare che le ristrettezze oggettive fossero quelle dei giovani che non trovano lavoro, o magari degli anziani o dei disabili dimessi dalle case di accoglienza perché lo Stato non ha più soldi per la sanità, o forse quelle dei cittadini di Napoli sommersi dalla monnezza, e invece no, la questione vera è come collegare l'improcessabilità del presidente Berlusconi per due legislature. Sono problemi.
A un simile impazzimento assiste compiaciuto buona parte del ceto politico italiano. E nel suo minuetto politichese, assiste anche Gianfranco Fini il quale, confortato oggi nella sua immagine da una decisione dei magistrati romani, pur impugnando un giorno si e l'altro pure le bandiere della trasparenza ricordando a tutti che lui ha le mani pulite, alle 'ristrettezze oggettive" di Vizzini continua a girare intorno fingendo di guardare da un'altra parte e magari prendendosela con l'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne che almeno, brutalmente (e tacendo forse particolari non marginali) ci sbatte in faccia qualche verità del nostro Paese.
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Luigi Irdi