Patrimonio dell'Unesco «Ancora un piccolo sforzo»
IVREA. Pubblico numeroso venerdi 22 per assistere al sesto e ultimo incontro del ciclo di seminari organizzati dal Comitato Nazionale Olivetti in occasione del centenario della fondazione della prima fabbrica. Argomento di discussione le trasformazioni del patrimonio architettonico e il riconoscimento del valore dei luoghi urbani. Ad aprire l'incontro Laura Olivetti, presidente del Comitato Nazionale Olivetti, che ha lanciato un accorato appello affinché «Il progetto di valorizzazione delle architetture e la candidatura di Ivrea a sito Unesco non subiscano una battuta d'arresto». «Siamo arrivati a buon punto - ha spiegato Olivetti -. Occorre solo la realizzazione del dossier per entrare nella tentative list dell'Unesco».
«Servono poche migliaia di euro per prepararlo e la fondazione Olivetti non ha questa disponibilità economica. Speriamo, dunque - ha concluso Lalla Olivetti - nell'aiuto del Comune di Ivrea dato che sono venuti meno i contributi che il Ministero dei Beni Culturali si era impegnato a fornire per due anni a sostegno dell'iniziativa».
Il vicesindaco Gianni Cimalando, prendendo la parola, nel portare i saluti del sindaco Carlo Della Pepa, ha anticipato che «Sarà tra le priorità del Comune sostenere il progetto, nonostante i tagli previsti nel bilancio per il 2011». Ma Cimalando ha voluto anche sottolineare come «La grande sfida del progetto di valorizzazione delle architetture olivettiane sia riuscire a coinvolgere le persone che abitano in quegli edifici, in modo che non vedano le loro proprietà come imbragate nel processo e basta, ma valorizzate dal medesimo».
Vero è che, seduti tra il pubblico, c'erano molti dei residenti nella case olivettiane, interessati a quanto si sarebbe poi discusso, di li a breve. Ed è stato Alberto Redolfi, del Comitato Nazionale Olivetti, a introdurre argomento e relatore. Ospite d'eccezione, nella sala Dorata, il noto urbanista Carlo Gasparrini, membro del gruppo di lavoro che ha elaborato la Carta per la qualità del Piano Regolatore di Roma.
«Due tra le esperienze italiane più significative in tema di rinnovamento dei centri storici sono avvenute ad Ivrea e a Roma - ha detto Redolfi - un comune denominatore che unisce le due città. L'esposizione qui oggi di Gasparrini, che illustrerà quanto è avvenuto a Roma, riteniamo costituisca una chiusura eccellente per questo nostro ciclo di incontri sulla valorizzazione delle architetture olivettiane».
Gasparrini, nell'esporre all'uditorio il processo di conservazione, valorizzazione e rigenerazione del centro storico della capitale, ha sottolineato: «Il punto di contatto tra Roma ed Ivrea è proprio nelle rispettive architetture moderne. In entrambe, fondamentale è stato l'impegno a dare valore a un presente che si è appena raffreddato, contribuendo cosi a superare il tabù di una storia che finisce a una tale data e andando oltre il calendario».