Rifiuti, guerriglia e feriti a Terzigno

BOSCOREALE. «Sono arrivati da tre strade. In piazza solo noi donne e gli anziani. Hanno lanciato sassi e lacrimogeni. Non sapevamo dove scappare. Correvamo via e la polizia dietro». E' il racconto di una delle 'Mamme vulcaniche" dal fronte del Vesuvio, dove la protesta contro la discarica è diventata guerriglia.
In un giorno di battaglia nelle strade di Boscoreale e di Terzigno, ormai assediati dalle forze dell'ordine e bloccati dalle contestazioni che si accendono ovunque rendendo impossibile la circolazione, si capisce che la situazione è vicina al precipizio. A fine serata, la questura dichiara un bilancio di trenta agenti contusi, otto mezzi danneggiati e cinque autocompattatori incendiati, mentre tra i manifestanti si diffonde la voce incontrollata che un giovane è morto dopo essere stato travolto da un camion durante i durissimi scontri di via Passanti. Il ragazzo, per fortuna, risulterà essere solo lievemente ferito. La tensione è altissima. Le ragioni dei pacifici rischiano a tratti di essere travolte dalla violenza di chi, con il volto coperto, provoca la polizia: piccoli gruppi di facinorosi che preoccupano chi è in lotta da anni per la salute dei propri figli. «Qui siamo tutta gente perbene, questi guerriglieri non ci aiutano, da loro ci dissociamo», dice Giovanna Blasio, del comitato delle Mamme vulcaniche. Da Napoli, il questore Santi Giuffrè parla di «aggressione senza ritegno».
Ma l'annuncio che la seconda discarica aprirà nella gigantesca cava Vitiello amplifica la rabbia in tutti: «Le proteste non sono fuorilegge. Si urla per farsi sentire di più» dice il sindaco di Boscoreale Gennaro Langella, che ha lasciato il Pdl sbattendo la porta. «Berlusconi aveva detto che sarebbe venuto, che sarebbero state trovate soluzioni. Nulla di tutto questo è avvenuto, l'unica cosa che ci si dice è che ci sarà questo scempio, che ci condannano a una morte lenta e inesorabile e la gente sfoga la propria rabbia».
Langella parla davanti alla folla che attorno a mezzogiorno si è radunata di fronte al Comune: sulla facciata, accanto alla bandiera italiana a mezz'asta, sono stati issati due drappi funebri, mentre in piazza viene dato alle fiamme il Tricolore. «E' un gesto estremo che fa capire come ci sentiamo: lo Stato di ha abbandonato» commenta un uomo. Bruciano le parole del capo della Polizia Antonio Manganelli, che ha annunciato il ricorso alla forza fino alla fine, pur di garantire i rifiuti nell'impianto ex Sari: «E' una vera e propria provocazione che istiga alla violenza» afferma Langella. «Manganelli cerca lo scontro. Non vorrei che fosse una scusa per far arrivare l'esercito. Dicono che siamo camorristi? Ma con l'apertura della seconda discarica è proprio la camorra che vince. Avete idea di quali interessi ci siano dietro?»
Il paese è «chiuso per rifiuti». In mattinata, mentre gli studenti dell'Itc Veseus bloccano con i loro striscioni l'incrocio tra via Parrella e via Passanti, il tam tam del paese fa chiudere i negozi per il timore di assalti e atti vandalici. Le mamme corrono a scuola per portare via i bambini. Per ragioni di ordine pubblico, oggi e domani, tutti gli istituti di Boscoreale, Trecase e Boscotrecase resteranno chiusi per ordine dei sindaci. Attorno alle 14.30 i primi tafferugli scoppiano alla rotonda di via Panoramica: al passaggio dei camion che hanno sversato i rifiuti, scortati dai blindati, i manifestanti lanciano sassi e la risposta arriva coi lacrimogeni. L'auto di un funzionario di polizia viene incendiata. Ma è poco dopo, in via Passanti, che la guerriglia esplode. La colonna composta da 40 mezzi viene stretta e fermata: gli autisti hanno appena il tempo di scendere per fuggire che cinque camion vengono dati alle fiamme. Venti passano, gli altri tornano indietro alla ricerca di una via di fuga, incuneati tra le barricate di pietre e tronchi alzate dai manifestanti. Alla rotonda, nuovi scontri, lancio di fumogeni, finché gli agenti schierati in assetto antisommossa riprendono lo spazio. In uno dei gazebo del presidio, una signora anziana piange terrorizzata. «E' la prima volta che vedo una cosa cosi». Il sindaco di Trecase Gennaro Cirillo, che attorno alle 18 arriva con Langella alla rotonda, annuncia: «Siamo pronti a occupare la Regione».
A Napoli poi situazione drammatica, con 1400 tonnellate di spazzatura per strada, mentre nel Beneventano viene rimosso dalle forze dell'ordine il blocco al quale partecipa il sindaco di Sant'Arcangelo Trimonte.