Piromani all'opera a Cuorgnè

CUORGNE'.Caccia ai piromani che, nella notte tra giovedi e venerdi scorso, hanno dato alle fiamme alcuni contenitori della carta presenti in un vicolo ed in un androne del centro storico di Cuorgnè, rischiando non solo che le fiamme coinvolgessero alcune autovetture parcheggiate lungo la via, ma che si propagassero nel vecchi stabili, tra cui quelli dell'ex fabbrica 'Pastiglie Vernetti", chiusa ormai da molti anni.
«Verso le due di notte - spiega Filomena B., abitante nel cortile interno di vicolo Vernetti - siamo stati svegliati dalle fiamme che stavano distruggendo uno dei tre cassonetti per il riciclaggio della carta, posizionati dietro il portone di casa».
La prontezza del marito e del figlio della donna, ed il pronto intervento dei Vigili del fuoco di Cuorgnè ed Ivrea, hanno evitato che le fiamme si propagassero sui locali sovrastanti.
L'altro incendio, sviluppatosi quasi contemporaneamente a quello avvenuto in vicolo Vernetti, è avvenuto a poche decine di metri, nell'androne di via Arduino 34. Anche qui, ad andare in fumo è stato un cassonetto pieno di carta. Le fiamme ed il fumo hanno annerito parte dei portici rischiando di raggiungere le macchine parcheggiate lungo l'antica via cuorgnatese.
Secondo i primi accertamenti dei carabinieri della locale stazione di Cuorgnè e della Compagnia di Ivrea, gli autori del gesto, la cui identificazione non dovrebbe tardare, sarebbero alcuni giovani i quali, dopo essersi ‘appartati' nel vicolo e nell'androne, forse per ‘divertirsi' avrebbero poi dato alle fiamme i contenitori della carta. Un gesto deprecabile e irresponsabile al tempo stesso che solo per puro caso, come detto, non ha avuto conseguenze peggiori.
E' da un po' di tempo, ormai, che gli incendiari sono all'opera nel cuorgnatese. Alcuni mesi fa, come si ricorderà, ignoti piromani presero di mira vecchie ‘Panda'. Quattro utilitarie rimasero danneggiate dalle fiamme generando più di un'apprensione. Due episodi si verificarono nella notte tra il 18 e 19 giugno scorso: il primo in località San Carlo, lungo la strada che da Borgiallo sale verso Chiesanuova; il secondo in località Turina di Cuorgnè.
In entrambi i casi, l'incendio sarebbe partito da sotto i parafanghi delle auto dove i malviventi avrebbero posizionato alcuni grossi petardi, poi fatti esplodere. Da allora, il proprietario di una delle autovetture ha un estintore a portata di mano, vicino al letto (non si sa mai...).
Il terzo incendio, sempre ai danni di una ‘Panda' è avvenuto a metà settembre, di fronte alla casa della famiglia Carbonatti, a poche decine di metri dal luogo del primo episodio. Non sarebbe stato invece un atto vandalico, ma provocato dal surriscaldamento del motore, infine, l'incendio che, l'estate scorsa, ha distrutto la vecchia utilitaria di color verde del parroco di Salto, don Attilio Perotti, 84 anni.
L'anziano sacerdote era salito al santuario del Belice per celebrare la messa quando le fiamme si sprigionarono all'interno del vano motore. Reattivo, don Perotti aveva fatto in tempo a scendere. Ora, viaggia su una ‘Panda' nuova rosso fiammante.

Dario Ruffatto