Dalla discoteca all'ospedale

MONTANARO. «Perdonatemi per quello che ho fatto». Sono le parole che una quindicenne ha scritto nella notte tra sabato e domenica su un biglietto prima di gettarsi dalla finestra del bagno della casa dove vive con il padre. Ora Valentina (il nome è di fantasia) è ricoverata all'ospedale di Chivasso. Nella caduta dal primo piano ha riportato un trauma facciale, ma se la caverà.
Intorno a lei ci sono i genitori, la sorella, i medici e gli psicologi.
Gli interrogativi sono tanti, ma si riassumono in una domanda: che cosa ha spinto una ragazzina a un gesto del genere? Una domanda sulla quale si interrogano anche i carabinieri della compagnia di Chivasso che hanno affidato questa delicatissima inchiesta ai militari della stazione di Montanaro. Soprattutto alla luce del fatto che Valentina sarebbe risultata positiva a svariate sostanze stupefacenti assunte insieme ad una buona dose di alcool.
Uno sballo in piena regola, a cui certo un'adolescente deve essere stata spinta da qualcuno più grande. Una deduzione logica per una ragazza di quell'età, un fatto gravissimo che merita di essere indagato a 360 gradi.
Il sabato sera di Valentina è trascorso in un locale di San Sebastiano in compagnia di ragazzi più grandi. Rientrata a casa verso l'una, si sarebbe subito recata in bagno. Dopo quel coktail micidiale di alcool e droga senza dubbio Valentina non era più in grado di ragionare. Senza dubbio stava male. Troppo male.
Dopo aver scritto poche parole su un foglietto ha aperto la finestra del bagno, che si affaccia su un cortiletto interno, è si buttata giù. Un volo da un'altezza di circa cinque metri che poteva costarle la vita e che invece le consentirà di guarire in trenta giorni. L'ha salvata il fatto di essere caduta con il volto, senza battere la testa, ma la caduta potrebbe anche essere stata rallentata da una piccola tettoia in plastica che si trova sulla porticina d'ingresso secondaria. Un tonfo senza un urlo. Il padre si è accorto che Valentina non usciva più dal bagno: l'ha chiamata, ma non rispondeva. A quel punto ha capito che doveva essere accaduto qualcosa: ha sfondato la porta, si è affacciato, e l'ha vista riversa a terra.
L'adolescente è stata trasportata al pronto soccorso dell'ospedale di Chivasso dove ieri è stata sciolta la prognosi.
Valentina è salva, ma gli interrogativi restano. Chi ha dato la droga ad una quindicenne, inducendola al suicidio? Che società è quella che permette l'esistenza ed il proliferare della droga e dell'abuso di alcool tra i giovanissimi? Un fenomeno, questo, che il Sert conosce bene. Che affronta con progetti nelle scuole e in certe discoteche. Che ha denunciato più volte con cifre e dati da brivido. «La maggior parte dei giovani che riusciamo ad avvicinare - aveva detto Carlo Zarmati, direttore del Sert di Ivrea in una recente intervista alla Sentinella - ha un atteggiamento positivo, interessato. I giovani fanno domande e si dicono disponibili ad approfondire l'argomento. Ma bisogna continuare a fare informazione».

Lydia Massia /