Catozzi e don Dorma ‘Le fatture in sospeso andrebbero pagate'

PAVONE.Ci hanno pensato l'ex sindaco Walter Catozzie il parroco don Giuseppe Dorma, con una lettera al primo cittadino Maria Aprile, a fornire una risposta all'interrogazione sulla chiesa di Santa Marta presentata in consiglio comunale da 'Movimento popolare per cambiare". Dove raccontano di come, su iniziativa dell'allora sindaco Catozzi, nel 1996, con una partecipatissima raccolta di firme la popolazione si disse d'accordo al recupero di Santa Marta, oratorio ed ex cinema abbandonato da anni. «Si formò un 'Comitato promotore" composto da un rappresentante del Comune (il sindaco), della parrocchia proprietaria dell'immobile (l'arciprete) e delle associazioni, con il preciso obiettivo di dare ai cittadini di Pavone un luogo per ritrovarsi, al minor costo possibile per non gravare sulle casse comunali», illustrano Dorma e Catozzi ed elencano i fondi messi a disposizione, dall'inizio 1997 al 29 gennaio 2004: 51.645.68 euro dal vescovo per 'Lascito don Quilico", 3.664,90 da cittadini, 30.421,12 dal Comune, 10.659,37 dalle associazioni che organizzavano le Ferie Medievali, 42.000 da dalla Regione, per un totale di 138.391,07 euro.
«Per i lavori - spiegano - si pensò di impiegare maestranze pavonesi tra cui l'impresa Artedile». Totale dei costi preventivati, 170.000 euro Iva inclusa, e totale delle opere e allacciamenti utenze pagate al 31 marzo 2004, 137.922,97 Iva inclusa. A questi vanno aggiunti 468,10 euro per spese di acqua ed energia elettrica dal 1997 al 4 maggio 2004, data di sottoscrizione, da parte del Comune, della convenzione con cui riceveva il bene immobile in comodato gratuito per vent'anni (fino al 2024).
«Se a tale cifra si aggiungono i 14.880,64 euro di debito residuo, si arriva a un costo totale di circa 153.000 euro - sottolineano l'ex sindaco e il parroco -. Difficilmente capita che un'opera costi meno di quanto preventivato, ma ciò si verificò grazie a un insieme di collaborazioni e coinvolgimenti che dimostrò come 'l'unione faccia la forza". In merito alle fatture che restano da pagare, presentate da Artedile, sono a carico formale in quanto proprietaria dell'immobile, della parrocchia di Sant'Andrea Apostolo. E riteniamo debbano essere pagate». «Qualora l'amministrazione comunale, unica titolare e beneficiaria della convenzione, non ritenga opportuno provvedere a tale ripianamento (eventualmente anche a seguito di una richiesta di contributo della parrocchia) - concludono - convocheremo il 'Comitato promotore" per definire un'azione e chiudere ogni pendenza concordando con Artedile un piano di rientro, utilizzando le risorse disponibili, comprese quelle già anticipate al Comune dalle 'Ferie Medievali"».
Catozzi precisa come nelle riunioni con le associazioni del maggio 2009 e marzo scorso non avesse ricordato il debito residuo in quanto, dopo aver lasciato l'amministrazione comunale a seguito delle dimissioni di Marisa Cornelio, nel 2008, e non avendo ricevuto solleciti, riteneva che nel frattempo si fosse provveduto al pagamento.

Franco Farnè