Una ripresa a macchia di leopardo
IVREA.Segnali di ripresa a macchia di leopardo, a seconda del settore e delle capacità competitive delle singole aziende. L'uscita dal tunnel, probabilmente, non è dietro l'angolo, ma in qualche modo si va avanti. Anche se i prezzi delle materie prime e dei semilavorati sono considerati in aumento per il 47,2% degli imprenditori e anche se il 30,3% delle aziende conta di fare ricorso alla cassa integrazione. Il saldo tra ottimisti e pessimisti scende a - 4,9 (era zero tre mesi fa), ma si cerca di stringere i denti.
Parola degli imprenditori del Canavese sulla base dei dati elaborati da Confindustria per l'indagine congiunturale trimestrale. E Tiziano Ianni, presidente di Confindustria Canavese (nella foto), di pessimisti non vuole sentire parlare. «Direi - sottolinea Ianni - che c'è un piccolo assestamento. Non mi pare un elemento per non essere più ottimisti. Io, come tutti sanno, mi sono sempre rifiutato di cedere all'ottimismo e ripeto oggi le cose che già dicevo tempo fa ovvero che gli imprenditori, per definizione, devono guardare avanti, avere fiducia ed investire. Si, proprio cosi». Certo, Ianni è consapevole che le imprese, nonostante i segnali positivi, non sono tornate al livello del 2007: «Per tornare a quella capacità produttiva e occupazionale bisognerà attendere il 2011. Io credo che nella seconda metà dell'anno ce la faremo. C'è l'efficacia di alcuni provvedimenti del Governo e persino i pagamenti delle publiche amministrazioni sono migliorati. Ripeto: gli imprenditori devono innovare e investire. Il resto arriverà». In realtà, evidenziando i dati di Confindustria, i colleghi di Ianni non sono tutti entusiasti come lui anche se il grado di utilizzazione degli impianti nell'ultimo trimestre è cresciuto sensibilmente: 64,1% contro il 62,4%, 60,1% e 53,8% dei trimestri precedenti. Tra l'altro, il 24,2% delle imprese prevede investimenti entro dodici mesi, il 56,1% preferisce aspettare. Sull'andamento occupazionale, il 15,4% prevede diminuzione (era il 36,5% un anno fa) e solo il 10,8% prevede aumenti mentre il 30,3% delle imprese prevede il ricorso alla cassa integrazione. Anche questo è un dato in calo, considerato che un anno fa era il 45,1% per poi scendere al 36,9% e al 33,3%). Va detto, però, che le ore di cassa integrazione (sia ordinaria che straordinaria) sono un numero impressionante anche in Canavese e che molte aziende hanno terminato o stanno per terminare la possibilità di ricorrere agli ammortizzatori sociali.
Da questo trimestre, Confindustria registra anche il dato sul ritardo dei pagamenti: 85 giorni di media. «Non c'è storico su questo dato - lo contestualizza il presidente Ianni - ma teniamo presente che, dentro, ci sono anche gli enti pubblici e, davvero, non si tratta di un ritardo significativo». Il 45,4% delle aziende intervistate, però, ritiene i pagamenti in ritardo (era il 45,2% tre mesi fa). E, tra i dati elaborati, spicca anche quello legato al carnet di ordini: il 32,8% ce l'ha inferiore al mese, il 60,6% fino a tre mesi e solo il 6,6% oltre tre mesi.