Phonemedia, 60 milioni di debiti Il commissario chiede il fallimento
IVREA.Sessantaquattro milioni di euro di debiti. Sei nei confronti dei lavoratori, trentuno con Inps e Agenzia delle Entrate, undici milioni verso le banche. I crediti, invece, sono praticamente inesistenti. E nella conclusione del commissario giudiziale Antonio Dimundoal Tribunale di Novara a metà luglio, la doccia fredda per le lavoratrici Phonemedia. Non ci sono spazi per il salvataggio dell'attività e quindi, per il commissario, il fallimento è inevitabile. Il 4 novembre, al Tribunale di Novara, la questione sarà esaminata.
Eric Poli, funzionario Slc Cgil, spiega come lavoratori e sindacato abbiano saputo della relazione di Dimundo solo da pochi giorni. «Presenteremo - dice - al Tribunale anche una nostra memoria. Nulla da dire sull'analisi finanziaria, ma secondo noi non si è fatto abbastanza per limitare la fuga di quelle poche commesse rimaste. E neppure per recuperarle. La situazione è difficile e non vorremmo che, come purtroppo spesso accade, a pagare sono solo i lavoratori, ottanta solo legati alla sede di Ivrea, ottocento in tutta Italia». (ri.co.)