Un Cnl per le prossime elezioni


ROMA.Com'era prevedibile, il voto della Camera di mercoledi ha già rimesso in movimento l'intero quadro politico. E in Parlamento già si intuisce uno schieramento trasversale all'opera per un obiettivo preciso: cambiare la legge elettorale. Ieri mattina, nella conferenza dei capigruppo di Montecitorio, Pier Ferdinando Casini ha chiesto al presidente della Camera, Gianfranco Fini, di inserire nel calendario l'esame delle proposte di riforma elettorale. E il capogruppo del Pd, Dario Franceschini, ha prontamente sostenuto la richiesta. Poco più tardi, nel dibattito in Senato, il capogruppo di Futuro e libertà, Pasquale Viespoli, ha detto che la legge elettorale va cambiata.
Argomento tedioso per i cittadini, le regole elettorali sono da sempre la materia più sensibile e delicata per i partiti. Ma in particolare oggi la legge elettorale rappresenta una vera chiave di volta per capire in quale direzione possa svilupparsi il nostro sistema politico.
Lo ha detto del resto esplicitamente Dario Franceschini, leader di Area democratica, minoranza del Pd. Bisogna cambiare la legge attuale, la famosa «porcata», ha ripetuto, perché non permette ai cittadini di scegliere gli eletti, e nello stesso tempo può regalare la maggioranza assoluta dei seggi anche a chi prende il 35 per cento di voti. Ma se Pdl e Lega faranno muro e se si dovesse andare a votare con la legge attuale, ha aggiunto, e qui sta la novità, allora, di fronte a «un'emergenza democratica», bisognerebbe pensare a una «risposta democratica». Vale a dire che si dovrebbe dar vita ad un'alleanza non solo fra Pd, Vendola, Udc e Di Pietro, ma anche con il terzo polo che va delineandosi di Udc, Rutelli, finiani e Mpa di Lombardo.
Inizia dunque un'altra partita. Lo schieramento a sostegno della riforma elettorale inizierà a farsi sentire. E qualche cartuccia ce l'ha. Ma se questo progetto dovesse fallire, allora quello stesso schieramento potrebbe dar vita ad una sorta di comitato di liberazione nazionale che si presenti alle prossime elezioni con un solo obiettivo: ripristinare un quadro di regole democratiche condiviso, per poi tornare ognuno sulla sua strada.

Andrea Palombi