«Ormai solo politica del folclore»
MONTALTO DORA. Gianluca Motta, capogruppo di opposizione di 'Idea Canavese", condivide la scelta del sindaco Renzo Galletto e sostenuta dalla giunta, di innalzare sul tetto della propria casa, la bandiera tricolore, gesto simbolico in opposizione alle ultime trovate della Lega
«Quando ho saputo dell'idea del mio sindaco, che voleva contrapporsi al collega leghista di Adro, mi è venuto spontaneo pensare che la Politica (quella con la P maiuscola) si contraddistingue oramai per azioni simbolico- folcloristiche. Le due vicende mi hanno colpito perché rappresentano, alla perfezione, lo stato attuale della Politica. Mi fa piacere che il mio sindaco con il suo gesto 'estremo" abbia voluto rimarcare, in quanto rappresentante istituzionale, l'unità del nostro paese, ribadendo un principio ben identificato nella nostra Costituzione. Io condivido dunque il suo gesto». Motta dice di amare il suo Paese sia come privato cittadino e ancora di più nella sua veste di consigliere comunale. «L'amor patrio è sentimento unico, senza colore partitico - precisa Motta -. In passato, però, l'amministrazione di Montalto non ha certo fatto del tricolore un proprio simbolo, né del patriottismo un valore da condividere. Galletto e la maggioranza non mi pare abbiano riempito le piazze e le manifestazioni con la bandiera italiana e se lo fanno oggi certamente mi fa piacere, perché è comunque gradevole la sensazione di aver fatto cambiare idea al proprio avversario, dopo anni in cui al patriottismo hanno sempre contrapposto l'internazionalismo». E suggerisce: «Bisogna tornare ad investire nella formazione scolastica, spiegando, in modo approfondito, la storia di questo nostro Paese, per troppi anni colorata con questa o quella interpretazione e dimenticando interi avvenimenti e soprattutto con l'insopportabile sensazione che anche la storia fosse patrimonio di una parte politica e non la memoria condivisa su cui si basa la nostra esistenza. Per me i 150 anni dell'Unità d'Italia devono rappresentare l'occasione non solo per sventolare bandiere ma anche per formare quella base comune di valori, fra cui il patriottismo, dalla quale ripartire».
Motta vorrebbe che si cali il sipario sui simboli e che gli amministratori locali 'chinassero la testa sui problemi enormi del Canavese che sta evidenziando non solo una cronica crisi di identità ma soprattutto l'incapacità della classe dirigente locale, di cui Galletto è autorevole esponente». Bisogna darsi da fare «con atti concreti per evitare di far sventolare sui nostri tetti tanti simboli vuoti di significati». (g.a.)