Le panchine della privacy ‘violata'

CASTELLAMONTE.Il distributore di profilattici, un servizio bancomat, un negozio ‘triste' perchè inesorabilmente vuoto. Sta destando più di una perplessità, alimentate anche da commenti ironici, il posizionamento delle tre panchine pubbliche recentemente istallate nella centralissima via Educ, a Castellamonte, nonché quelle piazzate, alla vigilia dell'apertura della Mostra della ceramica (che quest'anno, come noto, festeggia il cinquantenario), nel vialetto pedonale di piazza della Repubblica.
Panchine indubbiamente utili per la ‘sosta' di anziani o bambini, ma anche per chi è in attesa di un congiunto che sta facendo la spesa (o shopping) in uno dei negozi della via. Ma c'è qualcosa che non quadra, qualcosa che stona, qualcosa rende questa collocazione per certi versi ‘imbarazzante'. Intanto le panchine sono rivolte verso gli edifici (e non verso la strada come vorrebbe qualcuno), ma è su che cosa si in terfacciano che suscita perplessità. Ed è singolare che la segnalazione arrivi non tanto da chi ci abita, a Castellamonte, ma dai visitatori della Mostra.
«La prima panchina, per chi entra in via Educ da piazza della Repubblica - spiegano gli ‘arguti' osservatori -, è posizionata davanti ad una farmacia. Fin qui, tutto bene. Il locale è spesso pieno di clienti e attendere pazientemente il proprio turno in piedi può essere anche faticoso, se si protrae a lungo, in particolare per chi ha problemi di deambulazione. Ma la collocazione, di fronte al distributore di profilattici (nei mesi scorsi oggetto di atti vandalici ndr), non è del tutto ‘felice', anzi, per dirla tutta, un po' ‘fastidiosa'».
«Può essere che gli acquirenti di questi ‘prodotti' gradiscano poco avere alle spalle qualcuno che li osservi mentre comprano le scatole di contraccettivi, non si sa mai, visto il ‘danno' che può produrre anche un semplice pettegolezzo - aggiungono gli autori della segnalazione -. Poche decine di metri più avanti, sempre sullo stesso lato di via Educ, è invece installata la seconda panchina. Chi si siede ha di fronte una visuale sicuramente sconfortante: la vetrina di un negozio vuoto, con le saracinesche abbassate. Uno spettacolo certamente non gradevole per chi invece apprezzerebbe molto di più una bella vetrina luminosa, piena di merce esposta».
Ma non è finita. «La terza panchina - rimarcano, ancora, gli attenti visitatori della Mostra -, è posizionata proprio di fronte all'ingresso di una banca ed, in particolare, lo sportello del bancomat. Chi usifruisce di questo servizio, è innegabile, vuole un po' di privacy e nelle istruzioni che accompagnano l'erogazione del denaro, in genere, si avvisa il cliente di digitare il codice privato lontano da sguardi indiscreti. Chi può assicurare che tra le persone sedute sulla panchina non ci possa essere qualche malintenzionato pronto a carpire il numero segreto della carta di credito per poi prosciugare il conto del correntista? Come si suol dire, prevenire è meglio di curare...».
Una soluzione ci sarebbe, e piuttosto semplice: quella di ruotare le panchine verso la strada, ma anche qui nasce un problema, quello della presenza di auto parcheggiate, non sempre negli spazi consentiti, oppure lasciate con il motore acceso per una commissione ‘veloce', che non fanno che aumentare il tasso di inquinamento già evidenziato dalla creazione del 'Progetto 30".

Dario Ruffatto