Dossier e servizi, alta tensione tra Pdl e Fli
ROMA.«Adesso è ufficiale, quel documento è una patacca. Abbiamo le prove». È il deputato Fabio Granata, poco dopo le otto di sera, a sparare l'ultima cartuccia di una giornata scandita dal durissimo scontro con Palazzo Chigi sulla vicenda, sempre più oscura, della casa di An a Montecarlo. Uno scontro politico e mediatico proseguito nell'arena tv di Annozero.
La battaglia attorno al documento che attribuirebbe a Giancarlo Tulliani la reale proprietà dell'appartamento monegasco venduto da An, ieri ha visto scendere in campo la Presidenza del Consiglio. «Le illazioni, le voci e le congetture sul coinvolgimento dei Servizi e della guardia di finanza in presunte attività di dossieraggio sono false, diffamatorie e destituite di ogni fondamento», ha dichiarato Palazzo Chigi bollando come «irresponsabili» le accuse dei finiani.
Ma sul caso, mentre il finiano Italo Bocchino non arretra di un passo ed anzi afferma che il dossier su Montecarlo è «stato prodotto ad arte da una persona molto vicino a Berlusconi», interviene anche il presidente del comitato parlamentare di controllo sui servizi segreti, Massimo D'Alema.
«Nessuno chiama in causa i Servizi segreti come tali, in quanto strutture», ha detto D'Alema. Ma il Copasir «deve accertare se possa esserci da parte di singoli, di gruppi che operano al di fuori di ambiti istituzionali una collaborazione a queste attività vergognose», ha spiegato D'Alema sostenendo la necessità di una costante vigilanza «sull'operato degli apparati di intelligence affinchè sia eliminato anche solo il sospetto di attività al di fuori delle leggi».
La polemica si concentra insomma su quel documento pubblicato da due siti on line di Santo Domingo - subito ripreso da Dagospia e poi dai giornali vicini a Berlusconi - in cui il ministro della Giustizia dell'isoletta di Santa Lucia, Lorenzo Rudolph Francis, avrebbe scritto che è proprio Giancarlo Tulliani il personaggio dietro le due società off shore cui An vendette l'appartamento monegasco. Ieri la stamperia di Stato di Santa Lucia ha però negato che il documento sia originale. L'intestazione della carta non corrisponde e i caratteri di stampa sono diversi. Per farla breve una manina l'avrebbe fatto al computer con un banale copia e incolla. «Una fotocopia», sentenzia il finiano Fabio Granata confrontandosi al Tg1 con Vittorio Feltri. Una patacca che persino i quotidiani di Santo Domingo si sono affrettati a cancellare dal web.
In serata il sito on line del quotidiano La Repubblica ha rivelato nuovi particolari sulla bufala dei Caraibi. Al clamoroso falso, secondo il giornale, avrebbe collaborato Valter Lavitola, editore e direttore de l'Avanti che ha subito annunciato querele.
Sullo sfondo, ormai quasi in ombra, resta l'inchiesta sulla casa di Montecarlo aperta dalla procura di Roma per verificare se quella casa, oggi occupata da Tulliani, sia stata effettivamente venduta ad un prezzo inferiore al suo valore reale. Il Pm ha acquisito ieri l'atto di successione con il quale nel 2000 la casa fu lasciata in eredità ad An. C'erano ancora le lire e l'appartamento valeva 540 milioni, meno di 270 mila euro. Otto anni dopo il partito lo cedette per 300mila euro.