Rifugio clandestino nel condominio
STRAMBINO. Un lungo cunicolo di appena un metro, stretto tra il muro in cemento armato dei garage condominiali ed il muro di cinta in mattoni della vicina abitazione ed in fondo una piccola intercapedine ricavata tra le fondamenta di un condominio di via IV Novembre. Un luogo per restare nascosti. Che sia un posto di ragazzi o di immigrati clandestini è ancora tutto da scoprire.
In questa buia intercapedine i militari hanno infatti 'scoperto" un piccolo rifugio delimitato da una piccola porta d'ingresso di un metro di altezza ed uno di larghezza realizzata con alcune assi di recupero e chiusa dall'esterno con un lucchetto.
Forzato il lucchetto, i carabinieri di Strambino hanno scoperto un angusto locale alto meno di due metri, largo un metro e mezzo, lungo circa tre metri, pavimentato con autobloccanti (recuperati tra quelli utilizzati per la pavimentazione del cortile del condominio) e, in qualche modo, anche arredato. Arredo di fortuna, certo, ma che testimonia un certo impegno e, soprattutto, una frequenza abituale.
Sopra un tappeto sistemato in terra un materasso con sacco a pelo adagiato sulla parete esterna del rifugio. Parete sovrastata da una piccola apertura che funge da presa d'aria, tre sedili di automobile ed un piccolo piano di appoggio, con bottiglie vuote di Coca Cola sistemati davanti ad un paio di mensoline fissate sul muro.
Appoggiato su una mensola, un piccolo schermo piatto per playstation alimentato a batteria cosi come la lampada a muro per fornire una luce seppur fioca all'ambiente.
E non è tutto. Nel rifugio sono state sequestrate anche un mitra in plastica nera, un pistola giocattolo ed un vasetto di pallini in plastica arancione. E' forse un kit usato per qualche rapina?
Nessuno dei condomini, sorpresi per la presenza mattutina dei carabinieri, aveva mai notato movimenti particolari a parte una donna che dice di aver visto, nei giorni scorsi, alcuni ragazzi in cortile.
E anche l'amministratore del condomino, arrivato sul posto, è caduto dalla nuvole quando i carabinieri lo hanno informato della scoperta e lo hanno invitato a smantellare al più presto il minilocale abusivo. Certo, dopo la sopresa, tra la gente è rimasta qualche preoccupazione. Lo dice anche il sindaco Savino Beiletti: «Certo preoccupa sapere che, nel contesto urbano, possano esserci locali che si prestano ad essere nascondigli. Spero che i carabinieri possano capire esattamente di che tipo di rifugio si trattasse». Per ora i carabinieri non escludono neppure si tratti di uno spazio di ritrovo per giovani avventurosi. Certo, i lavori per rendere uno spazio cosi nascosto lasciano aperte anche altre possibilità.