Napolitano: tagli non colpiscano l'istruzione
ROMA.Difende i precari, chiede che il rigore dei tagli non vada a scapito dell'istruzione ed esalta la funzione degli insegnanti e della scuola pubblica. Il presidente Giorgio Napolitano, davanti a 1600 studenti che affollano il cortile d'onore del Quirinale (e in collegamento diretto con Torino e Napoli), chiede che la «scuola si irrobustisca» e spiega che, per funzionare «come un efficace motore di eguaglianza e come un fattore di crescita», bisogna «riformare con giudizio». In prima fila tra i ragazzi c'è il ministro della pubblica istruzione, Mariastella Gelmini, che ascolta il presidente indicare quali devono essere i punti centrali di una riforma: «Occorre sanare squilibri, disparità, disuguaglianze che si presentano anche nell'istruzione che, al contrario, dovrebbe proprio servire a colmare le diseguaglianze». Alla cui base c'è «la condizione sociale che influisce ancora sulla possibilità che i ragazzi progrediscano nell'istruzione». Dito puntato anche su quelle famiglie «che non credono nello studio e nel merito».
Un discorso tutto puntato sulla riaffermazione della centralità dell'istruzione in Italia che da questo punto di vista è ancora indietro «rispetto ai Paesi più avanzati», e perciò indebolita «nella dura competizione globale». La sollecitazione del Capo dello Stato è di agire presto perchè «se in Parlamento e in altre sedi è giusto verificare quel che possa essere fatto» di fronte a una crisi economica ancora ben presente, «allo stesso tempo occorre spingere lo sguardo più lontano, pensare soprattutto all'Italia nella quale voi giovani vi troverete a vivere e vi porrete il problema del lavoro». Napolitano non nega la necessità del cambiamento, ma l'aspetto essenziale di qualsivoglia riforma risiede in «più qualità, un rapporto più stretto tra istruzione e mondo del lavoro, un maggiore spazio alle competenze necessarie nelle società contemporanee». Senza scordare che la scuola è anche «luogo d'incontro e di integrazione». E spezza una lancia a favore dei precari: «Riqualificare coloro che aspirano a un contratto a tempo indeterminato»
Le parole di Napolitano sono per il Pd un invito al governo a rinunciare ai tagli: «La Gelmini le tenga ben presenti e fermi una politica scolastica fatta solo di tagli», commenta il senatore democratico Antonio Rusconi. Una «chiara bocciatura dei tagli fatti con l'accetta» arriva dal Presidente, dice il capogruppo Idv alla Camera Massimo Donadi. Condivide «integralmente» il discorso anche Rocco Buttiglione, presidente dell'Udc secondo il quale «serve una vera riforma della scuola che premi quegli insegnanti che mettono l'anima nel loro lavoro». Trova invece «piena sintonia» tra Napolitano e Gelmini, il presidente della Campania Caldoro.