«Grande sforzo per mantenere i servizi nei piccoli Comuni»
CARAVINO. Lo scorso anno, il Comune di Caravino aveva coperto l'intero costo di due assistenti durante il tempo mensa per la scuola primaria. Quest'anno, all'ultimo, la direzione didattica ha assegnato una risorsa in più.
Ma il Comune deve intervenire pagando il costo della seconda persona. E di qui, in tempi di magra, la decisione di chiedere alle famiglie un contributo una tantum di cento euro per ogni bambino. Decisione che non era piaciuta ai genitori. E in consiglio comunale, lunedi sera, si era scatenata la bagarre.
Rosalba Pennisi, dirigente scolastica, sottolinea come i tagli abbiano costretto a limature sugli orari. «Capisco che Caravino, come tutti i piccoli Comuni - dice - tenga moltissimo alla sua scuola. E noi facciamo davvero il possibile per mantenere un servizio di qualità. Caravino, come organico, non ha tempi pieni, ma noi, nel tempo, con un lavoro egregio condiviso con il collegio docenti, abbiamo sempre garantito le quaranta ore settimanali. Purtroppo, in tempi di tagli, emergono anche le contraddizioni».
Lo scorso anno, Clara Pasqualeera sindaco, oggi è in minoranza. Spiega: «L'intervento del Comune era diverso ogni anno e portato avanti in sinergia con la direzione didattica. L'anno scorso, il tempo mensa era stato dato in gestione ad una cooperativa sociale ed era stato quindi gestito al 100% dal Comune mentre tutte le altre attività che prevedvano una partecipazione sterna erano a carico della direzione didattica». E anche quest'anno il Comune, come ha spiegato il sindaco Antonio Bocchietti, ha cercato di mantenere il servizio. I conti, però, sono cambiati e Bocchietti ha motivato la richiesta di cento euro alle famiglie con la mancanza di risorse economiche in quanto l'amministrazione ha dovuto fare i conti con spese impreviste. (ant.al.)