Alla scoperta del ‘minimalismo'
Il Festival della Via Francigena Canavesana si avvia a concludere il suo fortunato itinerario: domenica 19, nel cortile di Palazzo Marini a Borgofranco, alle 18,00, penultimo concerto di questa iniziativa che ha coinvolto undici Comuni della Serra Morenica. L'appuntamento ha per titolo ‘Minimalismo e danze' e vede l'esibizione dell'Orchestra Atelier d'archi (allievi del conservatorio di Aosta) con Fabrizio Pavone (primo violino) e Umbero Clerici (violoncello solista e concertatore). Il ‘minimalismo' si potrebbe definire una musica basata sulla insistita ripetizione di un motivo o di brevi figure nella quale vengono introdotti lenti e graduali processi di trasformazione, ritmici o di altra natura. E' una musica ‘povera', con pochi elementi di base che ne determinano il carattere minimale e il cui stile è stato divulgato, per poi prendere piede anche in Europa, da compositori statunitensi come Philips Glass o Steve Reich. Il programma inizia proprio con un brano minimalista Ell 1 tratto dalla musica per la divina Commedia di Giovanni Sollima, violoncellista e compositore contemporaneo.
Si passa poi al Concerto per violoncello e orchestra in la minore RV 420 di Antonio Vivaldi, brano contraddistinto da una travolgente ricchezza ritmica e danzante. Seguono Sea Prayer per violoncello e archi di un altro contemporaneo, Ezio Bosso e due danze (Italiana e Passacaglia) tratte dalla Suite n. 3 Antiche arie e danze per liuto di Ottorino Respighi. Dopo Danze rumene per orchestra d'archi dell'ungherese Bela Bartok, grande ricercatore nell'ambito della musica popolare europea e mediterranea, il concerto si conclude con Cinque danze greche per archi di Nikos Skalkottas, compositore greco, allievo di Kurt Weill e di Arnold Shonberg, che valorizzò molto in chiave moderna la musica folkloristica greca. In caso di cattivo tempo il concerto si trasferisce nella Chiesa di S. Marta a Borgofranco. L'ingresso al concerto è libero.